C’è chi lavora il legno per mestiere, e chi lo fa per necessità dell’anima. Tra questi ultimi c’è Raffaele Ragosta detto o Muntlion, un artigiano che, lontano dai riflettori ma vicino alla tradizione, trasforma semplici tavole in strumenti vivi: le tammorre.
Ogni pezzo nasce dalle sue mani come un atto d’amore, frutto di ore di pazienza, cura e attenzione ai dettagli che solo chi sente davvero la propria arte può offrire.
Le sue tammorre non sono semplici strumenti musicali: sono custodi di una cultura antica, richiamano canti popolari, voci di cortili assolati e feste di paese. La loro qualità ha iniziato a parlare da sola, viaggiando ben oltre il suo laboratorio. Le sue creazioni sono state richieste perfino per un presepe ad Assisi, dove la sacralità dell’arte incontra quella della tradizione. Hanno trovato spazio alla Festa della Taranta, dove il ritmo si mescola all’energia collettiva, e alla Festa delle Lucerne per la quale Raffaele si è sempre reso disponibile a realizzare le forme geometriche che supportano le piccole lucerne.
Ogni tamburo è unico, come chi lo suona. Il legno segue le venature naturali, la pelle vibra con un suono antico, e la mano dell’artigiano lascia un’impronta silenziosa ma indelebile. Così, tra trucioli e profumo di legno fresco, continua a nascere una tradizione che non si è mai spenta: quella delle tammorre fatte con il cuore, strumenti che raccontano storie e fanno ballare memoria e presente.








