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Il Museo della Civiltà Contadina “Michele Russo” di Somma Vesuviana, inaugura la nuova Sala della Vite e del Vino con un’iniziativa che si terrà venerdì 22 giugno alle ore 17.30.
L’allestimento, realizzato con il contributo del Settore Musei e Biblioteche della Regione Campania, è una radicale revisione dell’esposizione originaria (1995) che offre ai visitatori una comunicazione dei contenuti secondo un criterio che mette in risalto gli oggetti, gli attrezzi e gli utensili usati un tempo dai contadini dell’area napoletana e vesuviana per la coltivazione della pianta di vite e per la produzione del vino.

Il rinnovo della Sala è stato progettato e realizzato secondo i più moderni indirizzi in campo museologico, con l’adozione di una rigorosa classificazione funzionale (coltivazione della vite, lavorazione del frutto, conservazione del vino, consumo della bevanda), una particolare cura nella scelta dei colori e delle forme della sala dove è l’esposizione, impiego di supporti audio-video, un potenziamento delle didascalie agli oggetti e della cartellonistica informativa fatti con elaborazioni grafiche e testi in italiano, inglese e napoletano; il dialetto è stato adottato per conservare i nomi originari con cui la gente delle campagne indicava gli strumenti che usavano.

Per la presentazione della sala si terrà una cerimonia inaugurale, cui seguiranno musiche, canti e balli della tradizione vesuviana, rappresentazione degli antichi mestieri, visite guidate al Museo. Nel corso dell’iniziativa si degusteranno alcune eccellenze dell’eno-gastronomia del territorio con i prodotti dell’azienda agricola Casa Barone, il miele dell’apicoltura biologica La Goccia di Sole, il Lacryma Christi DOC prodotto dai viticoltori di Vigna Pironti.

Il direttore del Museo, Marco Vitagliano Stendardo, così parla dell’iniziativa: «per il nostro museo etno-antropologico, che è stato dichiarato di interesse regionale dalla Regione Campania, la grande sfida è quella di comunicare efficacemente al pubblico un insieme di contenuti che superino la semplice materialità degli oggetti, per riuscire a raccontare il contesto culturale e i saperi tradizionali in cui esistevano e avevano un senso. Per questo la scelta di impiegare un linguaggio espositivo che si avvale della sollecitazione di diversi stimoli sensoriali e culturali allo stesso tempo, usando immagini, schemi, suoni, colori, supporti testuali. La presentazione della Sala della Vite e del Vino è un’occasione concreta di mostrare che abbiamo la capacità di coniugare tra loro molteplici giacimenti culturali di matrice rurale, collegando gli oggetti degli allestimenti museali all’esecuzione di tammurriate tradizionali, ai mestieri fabbrili di un tempo e alla degustazione di eccellenze del nostro patrimonio eno-gastronomico.

Delle risorse che sono troppo spesso marginalizzate o ignorate nell’offerta culturale di cui dispone l’area dell’entroterra vesuviano». Il presidente dell’associazione proprietaria della collezione, Gennaro Russo, tiene ad aggiungere: «la manifestazione per noi significa anche l’avvio di un programma rivolto alla fruizione turistica nazionale e internazionale, per valorizzare assieme ai vini e ai cibi di qualità anche la cultura che li ha prodotti e reso possibile la loro esistenza fino ai nostri giorni. Il Museo ha questa vocazione e intendiamo renderla disponibile appieno».

A tal riguardo, il personale che si occupa delle visite guidate al Museo è unanime: «per noi giovani vesuviani è una straordinaria opportunità, sulla quale abbiamo intenzione di scommettere per il nostro futuro e per lo sviluppo turistico del nostro territorio. Il Museo con ciò che custodisce al suo interno, i saperi di cui è conservatore e con i servizi che mette a disposizione, può essere l’occasione di percorrere delle strade che, inspiegabilmente, non sono mai state intraprese in maniera sistematica».
(Fonte foto: Ufficio stampa del Museo)