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Un consiglio comunale abbastanza tranquillo rispetto agli ultimi due, pochi scontri e solo qualche frizione sul ritiro del nuovo regolamento di polizia locale che era all’ordine del giorno. Nei banchi di minoranza, Antonio Granato definisce la modifica della delibera del 2007 che riguarda i condoni: “Non determinante né vincolante per gli uffici di competenza, sarebbe stato più opportuna l’istituzione di una commissione condono formata da tecnici ed esperti legali per l’istruttoria delle quasi 5000 istanze pendenti”. 

Ampio spazio alla  letture delle diverse relazioni delle commissioni consiliari e alla discussione sulla presentazione del nuovo statuto comunale definito da i gruppi di maggioranza “importante momento storico, svolta epocale”. Di particolare rilievo la discussione sul punto che ha adeguato con un nuovo voto la delibera che consentirà modifiche sugli immobili oggetto di condono edilizio. “La delibera in oggetto è tesa a supportare l’ufficio tecnico nella comprensione della delibera del 2007, al fine di apportare miglioramenti: è la parte politica che contribuisce alla parte tecnica – ha illustrato il consigliere Nocerino –  in seguito ai numerosi rinvii della Regione Campania siamo alle prese con un vuoto normativo relativo ai condoni e su circa cinquemila pratiche di condono solo una ventina di persone vengono al comune a chiedere di poter fare un intervento di manutenzione conservativa. Ovviamente il cambio di destinazione d’uso è una cosa, mentre operare su un tramezzo è un’altra: bisogna dunque prestare intenzione anche all’interpretazione, per prevenire e contrastare eventuali fenomeni di abuso. Abbiamo votato il bilancio di previsione e affinato gli obiettivi: ecco, questi sono gli obiettivi, a cominciare dal Piano Urbanistico Comunale. Uscire dall’emergenza Coronavirus e rilanciare l’economia non significa allargare le maglie della legge e allentare le regole. Dobbiamo essere capaci di offrire delle risposte e per farlo bisogna dialogare in maniera chiara con l’ufficio tecnico, questo per risolvere i problemi”.  La modifica della suddetta delibera ha trovato anche il consenso del consigliere di minoranza Vincenzo Piscitelli: “L’amministrazione ha ritenuto dover intervenire, supportare, spingere nella direzione  che permette la manutenzione ordinaria  e straordinaria agli immobili sottoposti a pratiche di condono non rilasciato.  La modifica va  a  richiamare  e riprendere le pratiche di condono laddove la normativa madre non consente di modificare sostanzialmente immobili oggetto di condono. Sia la delibera del 2007 e sia questa del 2020  vanno  inquadrate come un supporto, un volere intervenire politicamente dando l’indirizzo all’ufficio. Questo perché  i dirigenti passati dell’ufficio tecnico, e anche quello  attuale, si chiudevano troppo  nella normativa, erano troppo rigidi rispetto alla legge. Cosa che è successo anche con l’attuale dirigente. Ora bisogna capire  se l’ufficio preposto recepisce l’indirizzo politico. Un ufficio meno rigido tiene conto delle richieste del cittadino, tiene conto  del fatto che l’ente è moroso dal punto di vista del rilascio delle pratiche  condoni. Ognuno  si prende la paternità di questa delibera, che è cosa buona e giusta non da un punto di vista tecnico ed urbanistico,  ma rispetto ad un momento di stasi, di superficialità, di non responsabilizzazione che l’ufficio sta vivendo non da adesso, nell’ultimo anno,  ma anche negli anni precedenti”. Il consigliere Antonio Granato ha invece sottolineato che  la materia urbanistica non è sottoposta ad indirizzi dell’organo politico ma è disciplinata dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza amministrativa in materia ( vedi Recenti Sentenze Tar Campania e Consiglio di Stato 2020). “Chi ha potuto condonare il proprio manufatto- spiega Granto- lo ha fatto e lo potrebbe  ancora fare tramite i propri tecnici di fiducia integrando quanto prodotto negli anni scorsi evidenziando, inoltre, che l’eventuale diniego dell’istanza di condono rende illegittimo il manufatto con le conseguenze di abbattimento oppure di acquisizione al patrimonio dell’ente. Pertanto, la delibera proposta non è determinante né vincolante per gli uffici di competenza e sarebbe stato più opportuna l’istituzione di una commissione condono formata da tecnici ed esperti legali per l’istruttoria delle quasi 5000 istanze pendenti. Invito  il Sindaco ad approfondire invece le tematiche urbanistiche determinanti per lo sviluppo economico e sociale della Città di Somma Vesuviana e mi riferisco al Piano Urbanistico Comunale ed al pertinenziale Piano d’ Insediamento Produttivo”. Il sindaco Salvatore Di Sarno ha commentato assicurando che da questo momento “si correrà sul condono. E’ un percorso condiviso dall’ufficio a cui noi siamo pronti a fornire  gli strumenti necessari”.  Da qui l’ appello del Presidente del Consiglio a tutta l’assise comunale a sostenere la delibera e  quelle che in seguito potrebbero seguire perché : “Noi andiamo a votare un atto di indirizzo. E’ un atto di indirizzo politico, è la nostra risposta alle numerose  richieste dei tecnici e dei cittadini”.

Quando si è passati al punto dei debiti fuori bilancio, i consiglieri di minoranza presenti, salvo il consigliere Antonio Granato, hanno lasciato l’assise.

“Spiace – ha sottolineato il consigliere Nocerino-  che l’opposizione lasci sempre l’assise in certi casi: una sgradevole prassi. Il riconoscimento del debito fuori bilancio diventa un atto dovuto: si tratta di sentenze del Giudice di Pace che sono veri e propri ordini di pagamento, spese che poi rischiano di diventare debiti fuori bilancio. Spesso, come in questo caso, da quei debiti emergono delle raccomandazioni importanti che la politica deve assolutamente sviluppare. Uno dei leitmotiv di questa amministrazione è proprio la trasparenza totale della macchina comunale. I decreti ingiuntivi numero 8 e numero 42, entrambi del Tribunale di Nola, sono due debiti che aprono argomenti estremamente importanti: per ricoprire incarichi istituzionali bisogna essere compatibile e conferibile e questo vale per tutti, politici, amministrativi e professionisti. Se una persona è in lite con il comune, se c’è un contenzioso pendente, allora questi non è né compatibile né conferibile. Questo lo dice proprio la legge sulla corruzione e la trasparenza. Dunque mi dispiace che l’opposizione vada via in quanto l’argomento è di interesse per tutta la pubblica amministrazione.” Il Consigliere Nocerino si sofferma sul debito fuori bilancio n 8 e sul debito n 42 sottolineando che  per quest’ultimo oggi l’Ente dovrà pagare circa 70 mila euro. IL debito fa riferimento  ad un incarico affidato nel 2012 per una prestazione professionale sul Progetto Esperia, progetto di un centro polifunzionale che doveva essere realizzato in Via Milano. A partire da questi debiti fuori bilancio, il consigliere Nocerino invita il segretario comunale ad effettuare  in futuro verifiche più attente sulle procedure di affidamento incarichi.