Somma Vesuviana, Di Sarno su sospensione responsabile Utc: «Obblighi di legge, non punizioni»

0
1549
Somma Vesuviana, il Municipio

 Sulla sospensione di una responsabile si è polemizzato molto negli ultimi giorni: da quando cioè il provvedimento di sospensione nei suoi confronti è comparso all’Albo Pretorio del Comune e da quando, poi, ilmediano.it ha ritenuto opportuno – pur continuando a salvaguardarne la privacy – darne notizia (qui). Ora – e ce ne assumiamo ogni responsabilità – ci sembrerebbe francamente ipocrita continuare così dopo la lettera aperta del sindaco Salvatore Di Sarno, diffusa a tutti i giornali. Come tutti coloro che si interessano delle vicende locali già sanno, la responsabile in questione è l’architetto Mena Iovine.

Il motivo addotto perché sia stata sancita la «inconferibilità» che ha portato alla sospensione è il seguente: la Iovine si è candidata alla carica di sindaco nella sua città, Marigliano, nel 2015, sotto le insegne di Forza Italia. Ha perso in ballottaggio contro l’attuale sindaco Antonio Carpino ed è dunque, da allora, consigliere comunale. Carica che- stando al d.lgs. n. 39/2013  – risulta «incompatibile» con incarichi dirigenziali in Comuni della stessa regione. Nella nota fatta diffondere ieri dal sindaco Di Sarno è richiamata appunto la determinazione dell’Anac (autorità nazionale anticorruzione). La determinazione cui si fa riferimento è la n. 833 del 3 agosto 2016, ossia le linee guida rispetto ad inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi. Ed è rispetto a queste linee guida che si è agito: «Gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del presente decreto e i relativi contratti sono nulli» (art.17). Nei casi in cui siano stati conferiti incarichi dichiarati nulli ai sensi dell’art. 17 sopra richiamato, l’art. 18 prevede per coloro che si sono resi responsabili della violazione del divieto in parola, l’impossibilità per i tre mesi successivi alla dichiarazione di nullità dell’atto, di conferire gli incarichi di propria competenza. Detta sanzione inibitoria si accompagna alle responsabilità per le conseguenze economiche degli atti adottati, espressamente richiamate dalla disposizione de qua. Come dire: nel momento in cui si chiede di attestare che non ci siano motivazioni di inconferibilità o incompatibilità – se l’interessato non provvede- a risponderne sono poi gli amministratori, sindaco in primis.

Quindi, sgomberiamo il campo dalla malizia e da pensieri «andreottiani» (epurazioni tardive, vendette giurate, eliminazione di sassolini da scarpe illustri e protagoniste a tutti i costi) e ipotizziamo che il neo segretario comunale abbia chiesto a tutti i responsabili di produrre dichiarazione che attestasse l’assenza di cause di inconferibilità e di incompatibilità e che la responsabile in questione non l’abbia esibita. Naturalmente, se consideriamo plausibile tale ipotesi, dobbiamo anche considerare naturale che si avvii il procedimento di sospensione in via cautelativa. E fa nulla se non è il segretario dell’Ente a firmarlo ma il responsabile di un altro settore. Tant’è, sembra sia lo stesso. E c’è il sindaco che assicura «Nessun atto punitivo». Tantomeno un licenziamento (ipotesi mai presa in considerazione e non plausibile), giacché la Iovine dovrebbe tornare al lavoro questa mattina, sia pure «con diverse responsabilità». Quali siano queste ultime, si vedrà, in attesa- si suppone – di un ricorso.

 Ma un atto d’ufficio così semplice fa notizia e scalpore proprio perché riguarda una responsabile che è già stata protagonista involontaria di scaramucce e rivendicazioni politiche di «potentati» locali. Era settembre 2011 quando l’allora sindaco Ferdinando Allocca, dopo aver avuto bellissime parole ed elogi per la Iovine nel corso di una manifestazione, cedette il passo a «pressioni» interne alla maggioranza e le chiese le dimissioni (era la responsabile dell’ufficio tecnico e dell’ecologia). L’architetto Iovine era a Somma Vesuviana già da cinque anni e l’allora primo cittadino si ritrovò sotto un fuoco di fila di richieste che prevedevano anche il suo siluramento (le altre riguardavano avvicendamenti di cariche di capogruppo in consiglio comunale, azzeramento della giunta di lì a breve e quant’altro). Le dimissioni non arrivarono. Arrivò invece il licenziamento in tronco per la Iovine, con effetto immediato. Il sindaco –almeno in quel momento – cedette, nonostante lo avessero sentito ripetere in più di un’occasione di «essere disposto a dimettersi pur di non perdere la Iovine». La ebbe vinta una certa parte della maggioranza, la stessa che poi premette per la «cacciata» del segretario comunale dell’epoca. Quella vicenda, per le modalità con le quali fu condotta, ebbe critiche e strascichi pesanti. In un consiglio comunale successivo di pochi giorni dalla revoca dell’incarico, il consigliere Alfonso Auriemma ebbe a dire che la Iovine era stata buttata fuori in maniera illegittima: «probabilmente perché ha detto no a qualche vostra richiesta» – incalzò. Era il 28 settembre 2011. Il 22 settembre alla Iovine era stato notificato il provvedimento di revoca. Passa un solo giorno e il sindaco Allocca annulla in autotutela la revoca. Insomma, torna sui suoi passi. Da allora, vincitrice di concorso all’Utc di Somma Vesuviana, ha lavorato nella seconda consiliatura Allocca, con due commissari, con il facente funzioni Di Sarno ora sindaco e con Pasquale Piccolo. Ad aprile 2015 (sindaco Piccolo) decide di accettare la candidatura alle amministrative di Marigliano. Da giugno di quell’anno è consigliere comunale nella sua città. Nessuno, fino all’altro giorno, aveva sollevato la questione dell’inconferibilità. Anzi, a marzo 2017, il commissario prefettizio Carolina Iovino, avviò la rideterminazione delle aree per ottimizzare le risorse umane, deliberando l’accorpamento delle aree n.3 e n.4 (Lavori Pubblici e Urbanistica): dal 1 aprile alla guida delle stesse volle l’architetto Mena Iovine (leggi qui). Era già accaduto proprio nel 2011 (prima amministrazione Allocca). Nel frattempo i Lavori Pubblici erano poi stati affidati a diversi dirigenti (incarico quasi “maledetto”: leggi qui).  Dopo la vittoria Di Sarno, che ha sempre avuto parole di stima per la Iovine – esattamente come i suoi predecessori – le ha conferito la nomina di responsabile (era il 4 agosto scorso, il giorno del compleanno del sindaco). Punto e a capo, la prossima mossa – si presume- sarà dei legali dell’architetto Iovine.