Somma Vesuviana, abusi «pubblici»

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Mentre la città approda su network nazionali perché il sindaco scrive un’accorata lettera al Ministro dell’Istruzione chiedendo di «sospendere» l’anno scolastico (non si è compreso se “sine die”) per poi recuperare a giugno, nella vita reale intanto un impiegato comunale informa il Prefetto che da due anni a Palazzo Torino non si percepisce il salario accessorio, il Ministero delle Finanze invia ispettori per una verifica sulla gestione amministrativa e contabile del Comune di Somma Vesuviana e la giunta è ancora monca di un assessore all’Istruzione e ai rapporti con l’Asl – nel bel mezzo di una pandemia – dopo l’addio dei socialisti a Di Sarno.  Sempre nella vita reale, chi avesse la pazienza e il tempo di spulciare l’albo pretorio del Comune di Somma Vesuviana si accorgerebbe che…

 

Una tettoia di copertura, una pavimentazione in asfalto, qualche muro e una porta d’accesso pedonale, tutti lavori abusivi pur su un fabbricato edificato con regolare licenza e, all’atto del sopralluogo, interessato da lavori volti a migliorare le prestazioni energetiche: l’ordinanza n.7 del 13 gennaio pubblicata all’albo pretorio del comune di Somma Vesuviana parla chiaro, gli abusi devono essere rimossi. Potrebbe sembrare un atto come un altro, nel vesuviano sono tante le ingiunzioni prodotte ogni giorno affinché si provveda alla rimozione di abusi. Ma non lo è, non è un’ordinanza come tante. Già, perché il destinatario dell’ingiunzione – comproprietario dell’immobile insieme alla consorte – è l’architetto nonché responsabile del settore lavori pubblici, manutenzione e patrimonio del Comune di Somma Vesuviana. Un brutto biglietto da visita per amministratori che hanno il compito di far rispettare le norme in materia di abusi edilizi sul territorio. E purtroppo non è l’unico caso, giacché basta dare uno sguardo all’elenco delle ordinanze relative a costruzioni abusive o in difformità ai vigenti strumenti urbanistici per il periodo di novembre – dicembre scorsi, per accorgersi che anche familiari «stretti» di assessori che dovrebbero risultare «trasparenti» figurano nella lista trasmessa alla Procura di Nola. In altri luoghi, in altri contesti, ci sarebbero già le dimissioni al protocollo dell’ente. In altri luoghi, in altri contesti, le dimissioni sarebbero già state almeno richieste. Non c’è da far di certo moralismo sugli abusi edilizi che nel vesuviano, per motivi variegati, interessano una bella fetta di popolazione ma di certo, quando ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi interessano, di persona o per affinità, amministratori e funzionari, una parola da chi governa dovrebbe arrivare. Anche se non si avvistano telecamere in giro.