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Lascia il Ministero dell’Ambiente Gian Luca Galletti , ma vuole rispettare l’impegno di indicare il deposito delle scorie nucleari italiane . Sono in corso gli ultimi approfondimenti ed appena è pronta la lista dei siti adatti la pubblichiamo, ha detto ieri . Da tempo si sa che la Campania è nell’elenco delle Regioni potenzialmente idonee. Non è l’unica nel Sud e poche settimane fa dalla vicina Basilicata è  arrivata la contrarietà all’individuazione del deposito sul suo territorio. La decisione del governo uscente dovrebbe, comunque, arrivare a breve, nonostante le perplessità  dei deputati e  senatori neoeletti. Sarà poi interessante capire come il nuovo esecutivo gestirà il problema. Cosa diranno i 5 Stelle  se gli toccherà esprimesri, dato   che in tema di energia, ambiente hanno posizioni molto radicali e vogliono ridiscutere tutto quanto prodotto da Renzi e Gentiloni.

Anche l’altro Ministro uscente ,dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, aveva annunciato che la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) era pronta. La Sogin, la Società  incaricata di gestire lo smantellamento degli impianti nucleari, ha svolto un complesso lavoro di mappatura e di valutazione territoriale.  L’eredità dei governi precedenti  ha  un robusto fondamento nella nuova strategia  energetica , antinucleare,  vista come fumo negli occhi dai  possibili candidati premier di Lega e 5 Stelle. Saranno i  tecnici  Sogin ad indicare dove sarà possibile costruire il deposito senza  creare panico  e paura . Le procedure sono definite e il coinvolgimento delle popolazioni è assicurato.

Come avranno classificato la Campania , che ospita la storica centrale del Garigliano ? Galletti ha ricordato che le scorie italiane sono disperse in più di 20 depositi locali.  Altri Paesi si sono attrezzati da tempo , realizzando il sito unico, supervigilato, mentre  i nostri 90mila metri cubi aspettano.  Ci sono interessi da tutelare e investimenti da garantire in uno scenario di compatibilità ambientale.  Lo smantellamento delle centrali e la creazione del sito unico  costeranno  oltre 7 miliardi di euro  e produrranno molti posti di lavoro. Più tempo passa , più aumentano le ansie delle persone , senza trascurare  che  a qualcuno il business interessa. Allora – ci si chiede – se la Basilicata ha precorso i tempi sulla ufficializzazione della Carta , ” qualora  dovesse essere individuata tra i possibili siti ” ( cit. Marcello Pittella, Presidente della Regione) può fare altrettanto la Campania ?  Magari anche con l’appoggio del sindaco di Napoli De Magistris,  che poche ore fa ha ricordato che la sua città dal 2015 è  area denuclearizzata. ****