Sciopero generale Cgil, la Fim Cisl è contro. Apetino: “E’ uno sfogatoio”

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Raffaele Apetino
Raffaele Apetino

Il segretario generale campano del sindacato metalmeccanico lancia un appello ai lavoratori delle fabbriche. “Il governo ha già accolto molte nostre proposte”

 

In vista dello sciopero generale contro la manovra del governo, sciopero proclamato in Campania dalla Cgil  per il prossimo venerdi 16 dicembre, il segretario generale regionale della Fim Cisl, Raffaele Apetino, ha lanciato un appello anti astensione. Il dirigente campano della Fim si è rivolto in particolare ai lavoratori metalmeccanici delle grandi fabbriche del Sud, moltissimi quelli concentrati nell’immenso polo industriale di Pomigliano, dove sono ubicati, tra gli altri, gli stabilimenti Stellantis, Leonardo e Avio Aero.”In Campania – l’appello di Apetino – non servono scioperi sfogatoi, ma un tavolo di confronto regionale permanente per le vertenze metalmeccaniche”. Il segretario regionale delle tute blu Cisl ha comunque premesso che “va sempre rispettato e difeso il diritto di sciopero” ma che “ bisogna sempre considerare che quando se ne proclama uno al lavoratore ed alla lavoratrice che aderisce viene sottratto il salario di quel giorno di non lavoro, un sacrificio giustificato quando l’obiettivo da raggiungere esclude il confronto o quando nessuna richiesta sindacale viene presa in considerazione dalle aziende o dal governo, che sia di destra o di sinistra non fa specie”.

 

Apetino ha dunque sottolineato che“ lo sciopero appare del tutto ingiustificato non solo perché viene indetto appena 40 giorni dopo l’ insediamento del nuovo governo, che peraltro ha convocato i sindacati in questi giorni, ma anche perché l’esecutivo ha accolto una serie di importanti richieste dei sindacati”. Nell’appello è stato aggiunto che “evidentemente l’astensione ha più i connotati di “una pretesa politica o di una velata solidarietà ad alcune forze di sinistra che di una valutazione in piena autonomia della manovra, considerando pure i tempi e il volume delle risorse a disposizione”. Apetino ha quindi elencato le proposte sindacali accolte dall’esecutivo Meloni: “Potenziamento dell’assegno unico, innalzamento della soglia isee a 15mila euro per gli sconti in bolletta, riduzione del cuneo concentrato sul lato lavoro, stanziamenti per la decontribuzione fino a 6mila euro per le stabilizzazioni e le assunzioni di giovani fino a 36 anni; miglioramento dei congedi parentali con il riconoscimento di un mese in più retribuito all’80%; riduzione dei prezzi dei beni essenziali per le fasce deboli; detassazione degli accordi di produttività, incremento del prelievo sugli extraprofitti e disinnesco dello scalone Fornero”.