Sant’Anastasia, polemiche sul finanziamento regionale di 130 mila euro: Spiritual Theatre, il direttore artistico «provvisorio» …

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Variazione di bilancio e programma per l’affidamento di incarichi esterni, la polemica monta sulla nomina del direttore artistico. Il nome «proposto» al momento della presentazione del progetto, ma anche in delibera di giunta, è quello di un «affine» di un assessore in carica (per essere più chiari si dicono affini quei parenti non necessariamente consanguinei: suocere, nuore, cognati…). Il vicesindaco Aprea: «Proporre un nome era necessario, non è detto che sia proprio lo stesso ad essere incaricato». Il presidente del consiglio comunale Mario Gifuni: «Qui ci sono stati assessori che hanno dato posti alle mogli, ora ci scandalizziamo per le affinità».

Discussione a tratti un po’ surreale quella svoltasi ieri in un consiglio comunale convocato per approvare una variazione di bilancio e il programma per l’affidamento di incarichi esterni. Surreale perché i preamboli della polemica che ieri sera si sarebbe poi consumata in consiglio comunale hanno avuto luogo su Facebook, con un post sulla pagina ufficiale di Alleanza per Sant’Anastasia che, per così dire, «annunciava» che l’incarico per la direzione artistica del programma di eventi Spiritual Theatre sarebbe andato ad un affine di un assessore in carica. «Affine» che, da fonti certe, si sta già attivando per gli eventi in programma. Giusto per precisione, chiariamo cos’è Spiritual Theatre (anche se le polemiche sono cominciate il 9 agosto sulla stampa napoletana, come si evince qui): è un progetto finanziato con il POC 2014/2020, nella sezione eventi di rilevanza nazionale e internazionale dalla Regione Campania, per 130 mila euro. Sant’Anastasia è il Comune capofila, dunque ospiterà alcuni eventi, con artisti di rilevanza nazionale. Ora, nel progetto presentato alla Regione per ottenere il finanziamento un nome è stato fatto per la direzione artistica, ma ieri in assise il vicesindaco Carmen Aprea ha detto testualmente: «Seguiremo ogni procedura per evitare qualsiasi tipo di clientelismo, per presentare il progetto era necessario indicare un direttore artistico, non è detto che sia la persona proposta ad avere l’incarico, indicheremo sicuramente il più meritevole». Lasciando da parte l’inopportuna usanza, della quale di certo gli amministratori anastasiani non hanno l’esclusiva, di spendere il nome di un professionista per poi rimetterlo in dubbio, «affine» o meno che sia, non è stata la presunta parentela – mai peraltro circostanziata in assise con nomi e cognomi – a tenere banco, bensì i 100mila euro rientranti nella variazione di bilancio da destinare a staff del sindaco, incarichi di consulenza, assicurazioni e così via. Oltre ai 130 mila euro di trasferimento per Spiritual Theatre che arriveranno dalla Regione e per i quali l’assessore Aprea ha precisato. «Il Comune pagherà gli artisti e chi si occuperà degli eventi solo dopo aver ricevuto i soldi dalla Regione». Clausola contrattuale imprescindibile, pare. Ma non è questo il punto focale di una storia che gli animi li ha accesi, eccome.

«Mi è giunta voce – ha detto il consigliere Peppe Maiello (Pd) – che il direttore artistico del progetto sia affine di un componente della giunta. Non voglio entrare nel merito delle capacità perché non è di queste che discutiamo ma, qualora così dovesse essere, ritengo si ponga una questione di opportunità politica». E, sui 100mila euro di variazione, derivanti da un aumento delle entrate relativo ad incassi di evasione tributaria, Maiello ha sostenuto: «In questo momento, con problemi finanziari oggettivi per l’Ente, questi soldi potevano servire per qualcosa di più importante, magari rimpinguando le politiche sociali».

«Prima di preoccuparmi di questioni etiche o di affidamento a parenti o affini, solleverei dubbi di illegittimità sulle procedure ed è su questo che mi attenderei una levata di scudi dai consiglieri comunali perché è chiaro che sia una forzatura» – ha sostenuto poi la consigliera Veruska Zucconi che ha incalzato anche sulle nuove risorse da destinare allo staff del sindaco: «Gli incassi da recupero di evasione tributaria, che ci sono grazie all’ex assessore al bilancio Armando Di Perna, si hanno una tantum: far entrare altri giovani nello staff per poi deluderli quando tra pochi mesi non ci saranno più soldi è un’illusione che non farà bene a nessuno, per non parlare dei fondi che si vogliono destinare ad incarichi di consulenza, molto pericolosi per danni erariali».

Sugli ulteriori fondi destinati allo staff, ma anche sul programma di eventi finanziato dalla regione, gli animi si sono ulteriormente accesi, causando più scontri tra la consigliera Annarita De Simone (capogruppo di Forza Italia) e il consigliere di maggioranza Mario Trimarco (Sant’Anastasia in Volo), come pure tra il sindaco Abete e la consigliera Zucconi, dopo che il primo cittadino aveva apostrofato l’ex alleata (ndr, la consigliera Zucconi è all’opposizione da oltre un anno) con l’ennesimo: «Stai zitta». Il motivo dell’irritazione del sindaco? Le reminiscenze dello staff precedente. Già, perché se la consigliera De Simone ha esordito con «Appena si ha una lira in più, si vuol beneficiare amici e parenti, io denuncio questi sprechi dal 2010», il sindaco Abete ha difeso strenuamente il suo staff: «Sant’Anastasia può spendere 92mila euro annui per lo staff, se ne potessi avere 300mila li spenderei tutti, lo staff è di grande aiuto agli uffici». Salvo poi aggiungere: «Abbiamo eliminato il parassitismo, oggi è diverso: lavorano». Un chiarissimo riferimento che ha provocato la reazione della Zucconi: «Prima non c’era parassitismo ma stakanovismo e lei non si può permettere di dare del parassita a chi le ha fatto campagna elettorale – ha detto rivolgendosi al sindaco – e io non sto zitta, sono un consigliere comunale».

Staff in cui difesa ha esordito anche il consigliere Trimarco dando il via ad un aspro confronto con la consigliera De Simone. «Non consento ad una classe dirigente fatta di persone ultracinquantenni che hanno rovinato un’Italia intera, di criticare giovani che si prestano alla politica – ha detto Trimarco – noi ci dobbiamo distinguere dalla vecchia politica». Attirandosi così la reazione della De Simone: «Tu sei l’esempio della vecchia politica della prima Repubblica incarnata in un giovane», ma anche quella del consigliere socialista Carmine Capuano: «Non è consentito generalizzare offendendo chi invecchia sui banchi della politica svolgendo il suo ruolo con dignità».

Ma la capogruppo di Forza Italia ha criticato anche la destinazione del finanziamento ottenuto dalla Regione: «Sono 130mila euro buttati in un momento in cui la sanità in Campania è allo sfascio, di questo evento e dei nostri soldi, perché sono soldi nostri, non rimarrà più nulla».

Non la pensa così, invece, il consigliere Paolo Esposito che ha poi votato a favore della variazione di bilancio e del programma di incarichi: «Se si fa un’opera pubblica si rischia che i soldi vadano fuori paese, che so ad una ditta di Casal di Principe o di un altro luogo, invece se si fanno eventi a Sant’Anastasia è sicuro che si spendano qui». La variazione di bilancio è passata con 11 voti a favore e 4 contrari (Zucconi, Annarita De Simone, Capuano, Maiello). Il programma di incarichi è passato invece con 11 voti favorevoli e 3 contrari (De Simone, Maiello, Zucconi).