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Ieri, nel giorno del santo patrono (omonimo), San Vitaliano è scesa in piazza per dire basta all’emergenza ambientale che da anni attanaglia la città e con essa l’intera area nolana, vittima del fenomeno dei roghi tossici, dello sforamento dei livelli di PM10 e di altre croniche vessazioni del territorio. A promuovere l’iniziativa un gruppo informale che si è creato solo di recente, all’insegna del messaggio “… e tu respiri?”, per provare a dare una risposta concreta all’ultimo episodio, in ordine di tempo, che rischia di mettere a repentaglio la salute pubblica.

Lo scorso 29 giugno, infatti, il fumo nocivo scaturito da un rogo di cui non si è riusciti ad accertare la provenienza ha causato vari problemi alla cittadinanza: bruciori alla gola e nelle narici, difficoltà respiratorie, gonfiore agli occhi e tanta preoccupazione in un territorio già martoriato da gravi problemi oncologici e di altro genere. Il fumo pare aver raggiunto anche altri comuni della zona, come Saviano e Scisciano, da cui pure sono giunte segnalazioni.

Dopo quell’ennesimo evento malsano alcuni cittadini di San Vitaliano, molti dei quali già attivi da tempo su questa e altre tematiche, hanno deciso di fare qualcosa, richiamando l’attenzione sulla necessità, inderogabile, di farlo insieme. Da questa urgenza nasce la silenziosa “protesta delle mollette” che in un primo momento ha portato alla stesura di una petizione online indirizzata al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio. I passaggi successivi sono stati, invece, una raccolta firme che conta già mille adesioni (su un totale di circa seimila abitanti) e che verrà allegata a un imminente esposto da presentare in Procura, dove tra l’altro si è appena insediato il nuovo procuratore capo Laura Triassi, e anche un flash mob che ha avuto luogo nella serata di giovedì 16 luglio, tra l’altro alla presenza del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, il quale ha raccontato l’evento con una diretta Facebook.

Sdraiandosi a terra come foglie morte, i partecipanti all’azione hanno voluto rappresentare il rischio che corrono gli abitanti di questa zona della Campania, stretti nella morsa delle violenze perpetrate ai danni dell’ambiente e, di conseguenza, ai danni della salute. Chi vive nel territorio napoletano a metà strada tra Acerra e Nola, già vertici del famigerato “Triangolo della morte”, mette a rischio la propria incolumità, talvolta semplicemente respirando. Per questo motivo il gruppo, nato a San Vitaliano con l’intenzione di allargare la propria azione all’intera area nolana, sottolinea la necessità di “capire, affinché la nostra terra prenda piena coscienza dell’intero problema ambientale. Vogliamo che gli inquirenti individuino fonti e cause. Vogliamo supportare l’azione delle Forze dell’Ordine e sollecitare le Amministrazioni locali all’individuazione di soluzioni”. A mancare ieri erano proprio le istituzioni, ufficialmente invitate dagli organizzatori, nonostante la performance si sia sviluppata in piazza Da Vinci, ossia a ridosso del municipio. C’è da dire, tuttavia, che il flash mob ha avuto luogo proprio in concomitanza con la messa in onore del santo patrono e questo probabilmente ha impedito a qualcuno di essere presente.

Pare che proprio nelle ultime ore un nuovo incontro del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo dell’Area Nolana abbia avuto luogo: argomento all’ordine del giorno i livelli di polveri sottili, puntualmente sforati come certifica la centralina collocata proprio a San Vitaliano. A livello regionale si attende, invece, la proposta di una legge sull’inquinamento dell’aria e senz’altro l’attivismo “dal basso” proposto dal movimento nato a San Vitaliano potrebbe sollecitare un percorso più rapido e concreto delle azioni (pro)messe in campo e attese ormai da anni dai cittadini del circondario. La tutela della salute pubblica non può più aspettare.