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San Sebastiano, l’intervista a Salvatore Sannino

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Abbiamo incontrato Salvatore Sannino, candidato a sindaco del PD alle imminenti amministrative per il comune di San Sebastiano al Vesuvio e già vicesindaco nella passata amministrazione. A seguire l’intervista.

Essendo lei il vicesindaco uscente e politico di vecchia data in altre amministrazioni precedenti e inquadrabili comunque in uno stesso contesto politico, può esistere una soluzione di continuità con il passato o esiste ancora un forte legame con quella realtà? Molti se lo chiedono ancora, soprattutto alla luce dei recenti fatti che hanno visto il commissariamento del comune e lasciato molti con l’amaro in bocca.

«Noi del passato prendiamo le buone pratiche amministrative, non possiamo voltare pagina completamente. Diciamo che vogliamo dare una discontinuità nella continuità; per prima cosa non possiamo disdegnare quanto fatto con le passate amministrazioni. In seconda istanza non va dimenticato che la mia candidatura non esce fuori da un gruppo di amici ma è uscita da una volontà popolare di 1.000 elettori e di 2.110 cittadini che hanno partecipato alle primarie e questo dimostra anche una grossa voglia di partecipazione da parte dei sansebastianesi; la famosa cittadinanza attiva, ed è questa la cosa che ci fa più felici.»

A proposito di ciò: che i cittadini siano attivi è fondamentale, che abbiano un senso di appartenenza è fuori dubbio, è un qualcosa di necessario, ma non c’è il rischio che questa partecipazione vada ben oltre, proprio come accennato nel vostro programma? Non c’è il rischio che il cittadino si sostituisca all’amministratore? Come è successo per il decoro urbano dove in maniera talvolta strumentale e da più parti si sono attuate azioni molto eclatanti ma, poi, sul lungo termine, i problemi reali non sono mai stati affrontati. Diametralmente opposta è l’azione volontaria ed emergenziale che c’è stata allorquando ci furono i gravi atti incendiari contro le nostre scuole.

«Questi sono esempi recenti ma se ben ricorda, quando avviammo la campagna per la raccolta differenziata e presentammo il calendario per lo smaltimento dei rifiuti, in quel momento ci fu una grande collaborazione da parte dei cittadini che si controllavano tra di loro, segnalavano il vicino di casa che non faceva la raccolta differenziata a norma, questo è stato per noi l’aiuto di base che ricevemmo dai cittadini. Quell’aiuto fece sì che San Sebastiano ricevesse degli encomi per il riciclaggio dei rifiuti, arrivando addirittura al 74% della raccolta differenziata.»

E come mai questo circolo virtuoso non è andato più avanti?

«È andato comunque avanti ma scemando perché devi continuare a sensibilizzare i cittadini e controllare minuto per minuto la raccolta fin anche con la repressione ma siamo venuti un po’ meno negli ultimi anni perché siamo stati distratti da un’opposizione che ci ha fatto solo denunzie.»

Capisco ma nel momento in cui si avvia un processo, tra l’altro avviato già da tempo, il cittadino, volente o nolente, deve essere vincolato a questo processo, se non si attiene ci sono i vigili urbani, ci sono tutta una serie di misure che gli permettono o gli impongono di fare il suo dovere, non vedo quindi il nesso con l’azione dell’opposizione.

«Il nesso sta nel fatto che siamo stati distratti dall’opposizione ma siamo anche stati sfortunati perché la società è fallita, ma prima del fallimento della SAGI abbiamo sempre mantenuto il livello della raccolta differenziata.»

Con la SAGI sì, ma prima e dopo no, ci sono state delle sensibili differenze.

«Prima abbiamo fatto di necessità virtù. Non potendo, per il patto di stabilità …»

qualcuno sostiene che, non potendo gestire il lavoro sul territorio, quelli della SAGI furono costretti a prendere più personale di quello stabilito.

«Noi abbiamo fatto un contratto con 17 unità e l’unica cosa che abbiamo fatto fuori contratto è stata l’esternalizzazione dell’isola ecologica. E il numero maggiore l’ha messo direttamente la società. Che doveva occuparsi del diserbo stradale, la pulizia delle caditoie, etc; se poi, tu ditta ce la fai con diciassette unità per tutto il servizio, sono problemi tuoi, fai un utile maggiore, se poi non ci riesci ti devi avvalere di altre unità.»

L’attuale società perché non riesce a mantenere un livello decente di pulizia per tutto il paese?

«L’attuale società sta mantenendo i servizi minimi essenziali …»

e si andrà avanti così?

«No! Perché anche loro hanno una scadenza di affidamento, dopodiché ci sarà una nuova gara.»

Passiamo ad un altro argomento: per quel che riguarda la prossima giunta, sarà politica o tecnica?

«Anche in questo caso, come ho composto la lista, tenendo presente un mix di giovani e di professionalità, così sarà la giunta.»

La scorsa, se non erro, fu abbastanza politica.

«Questa potrà essere in parte politica e in parte tecnica. Ci saranno di sicuro assessori che non hanno rivestito incarichi nelle precedenti amministrazioni.»

Leggendo il programma ho visto che si parla di uno sportello lavoro per giovani e disoccupati ma non esisteva già l’ufficio informagiovani per questo scopo?

«Si scelse di spostarlo altrove e adesso, assieme all’ambito dobbiamo creare uno sportello informagiovani …»

come spostarlo altrove?

«Non lo so, non lo seguivo io, era il vecchio sindaco seguiva questa tematica, decidendo di spostarlo altrove.»

Tornando all’argomento igiene urbana, leggo sempre nel programma che è previsto un codice a barre identificativo per le buste della raccolta differenziata, un suo vecchio pallino se ben ricordo, ma come mai non è stato mai utilizzato?

«Non è mai stato applicato perché le società che producevano le buste trovavano difficoltà nello stampare questo codice che doveva essere personale. Oggi esistono società che invece offrono questa possibilità.»

Passiamo ora alla logica delle telecamere, che se non erro pure sono inserite nel programma.

«La logica delle telecamere si abbina a quella dell’illuminazione pubblica e del wi-fi, istallando nei nuovi impianti per l’illuminazione sia le telecamere che le antenne.»

A tal proposito però mi pongo due problemi, il primo, è chi guarderà quelle immagini, per quello che ne so, può farlo solo il personale delle forze dell’ordine e non chicchessia e questo implicherebbe degli straordinari e delle situazioni da valutare e non solo la spesa per l’istallazione.

«Le telecamere possono essere, tra virgolette, anche passive nella registrazione e di giorno in giorno si scaricano le immagini …»

certo ma comunque bisognerà incaricare qualcuno e, in un contesto di perenne carenza di personale, spostare unità a questa nuova mansione, oppure pagare gli straordinari a chi già c’è, complica ulteriormente la situazione e quindi, spesa per spesa, a questo punto, vale vigilare di più il territorio invece di spendere soldi in telecamere.

«Ma le nostre telecamere passive sono pure i cittadini!»

Sicuramente! E su questo sono ancora più d’accordo perché sono il primo a fare certe cose ma una maggiore sintonia tra il cittadino e le forze dell’ordine non sarebbe male e vedere l’eternit, scaricato proprio fuori alla caserma del Corpo Forestale dello Stato in via Panoramica e sotto gli occhi delle telecamere non fa certo piacere, per cui ben venga la tecnologia ma non può essere la panacea per tutti i mali.

«Certo.»

Ma tornando alla seconda perplessità sull’illuminazione pubblica, come è andata finire con l’appalto dei famosi 7 milioni? È ancora bloccato?

«Il Commissario non ha bloccato niente e ha dato incarico al Provveditorato delle Opere Pubbliche a procedere.»

Allora non è stato bloccato niente?

«Non è mai stato bloccato e la procedura che il comune ha posto in essere è una procedura corretta e questo ci tengo a sottolinearlo! Poi, avendone l’opportunità, e se riusciamo ad avere finanziamenti, per un bando che scade a fine giugno e ottenere soldi dalla Regione e dall’Unione Europea, allora è ovvio che si blocca quell’appalto.»

Rimanendo in ambito tecnologico, il sito del Comune potrebbe essere un po’ più funzionale di quanto lo sia adesso, ad esempio con la possibilità per il cittadino di interagire di più con esso …

«… con un’app il cittadino può inviare una foto di quanto sta avvenendo sul territorio, può poi ottenere un semplice certificato on-line …»

sì ma la semplice interazione, anche quella scritta, quella manca e sarebbe auspicabile che tra la pacchianeria e la mistificazione di facebook, si possa avere un sito più degno ed interattivo e sopratutto istituzionale.

«Certo.»

Per quel che invece riguarda l’interazione col Parco Nazionale del Vesuvio, nel programma, ne ho visto poco di Parco …

«… lo dobbiamo scrivere assieme al Parco! Fortunatamente, dopo anni di commissariamento ora abbiamo un Presidente …»

sì e a breve distanza avremo anche un sindaco, ma nel concreto?

«Nel concreto dovremo lavorare assieme agli altri sindaci mettendoci in rete per attingere risorse e per fare proposte concrete al Parco.»

E questo è un punto ma l’Ente Parco ha anche un avanzo di amministrazione di circa 5.000.000 di euro che potrebbero essere distribuiti a pioggia tra i 13 comuni del Parco. Come si può evitare che questi soldi servano ancora una volta per il decoro urbano e non per un concreto rilancio del turismo locale?

«Io penso che subito dopo le elezioni bisogna incontrare quella cittadinanza attiva di cui parlavamo, per sviluppare un progetto di collaborazione con le consulte, con le associazioni, chi è presente e opera sul nostro territorio. Poi secondo me San Sebastiano è una città malata ma non morta e con il giusto antipiretico, il giusto medico, è un ammalato che può guarire. Io porto un esempio, la provincia ha pulito il serpentone di via Margherita, il tratto che va da Ercolano fino a piazzale della Repubblica, è bastata quella pulizia per offrire un’altra immagine e subito acquisti quel decoro che San Sebastiano ha sempre avuto.»