L’articolo mira a far gli auguri a tutti quelli che portano il nome del Santo falegname. De La Tour (1593- 1652) dipinse questo olio su tela (cm. 137x cm. 102) tra il 1640 e il 1642. E’ un documento notevole dell’originalità con cui il pittore francese interpretò la lezione di Caravaggio.
De La Tour “vide” in modo radicale il realismo di Caravaggio, favorito dalla quotidiana attenzione che egli prestò al mondo degli umili e dalla abilità tecnica che gli permise di conferire attributi “popolari” ad angeli e a santi e di evitare i soggetti “nobili” e i personaggi storici. La sua originalità è ampiamente dimostrata e illustrata dai quadri dell’ultima produzione, di piccole dimensioni, dall’impianto geometrico e percorsi da una tendenza al monocromo. Il quadro di San Giuseppe falegname fornisce un esempio perfetto del “tenebrismo” dell’artista che si serve dell’oscurità non solo per mettere in risalto le parti in luce, ma anche per dare alla luce un significato particolare. In questo quadro la candela che Cristo regge permette al pittore di definire il Volto del Figlio nella trasparenza di un chiarore compatto: su quel Volto non c’è spazio per l’ombra, e dunque quel chiarore assoluto, che non si lascia governare dalle leggi del realismo pittorico, respinge le ombre e diventa simbolo della Luce della Salvezza, che illumina anche il volto di Giuseppe. E qualche critico ha voluto vedere la prefigurazione della Croce anche nel succhiello di cui Giuseppe si serve per aprire un foro nel legno. Lo sguardo del Santo Falegname diventa complesso nel gioco dei colori forti che danno forma al suo volto: pare che egli stia vedendo già il destino che attende il Figlio, e provi contemporaneamente angoscia e devozione. Il complicato intreccio dei suoi sentimenti e dei suoi pensieri è “commentato” dalle pieghe sulle “braccia” della camicia, mentre la salda tensione delle mani e delle gambe ci dice che Giuseppe accetta il destino del Figlio, perché ne ha compreso il divino valore. Il ruotare delle pieghe imprime movimento sui volumi delle figure e il tenebrismo, “rotto” qua e là da macchie di rosso, è “scosso” da effetti cromatici sapientemente prodotti dalle larghe e intense pennellate che ricordano la lezione di Caravaggio.



