Rifugiati afgani a Pomigliano: sacerdote fa allestire i locali della parrocchia

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Don Peppino Gambardella sta facendo preparare le prime strutture della zona nei locali attigui alla chiesa.

 

 

“Ho visto che il sindaco aveva dato la disponibilità al prefetto di accogliere famiglie afgane. Mi sono complimentato con lui e gli ho dato la mia disponibilità”. Don Peppino Gambardella, parroco della chiesa patronale di San Felice in Pincis, racconta l’andamento della sua ennesima iniziativa per i più deboli e bisognosi d’aiuto. A Pomigliano stanno per giungere alcune famiglie fuggite dall’Afghanistan. Si trovano ancora nel Covid Residence dell’Ospedale del Mare di Ponticelli, a Napoli, a una dozzina di chilometri. Qui sono temporaneamente ospitati in attesa di essere distribuiti in vari comuni della Campania, circa 130 profughi. Il primo nucleo di rifugiati sarà ospitato nei locali della parrocchia di San Felice, che don Peppino, con l’aiuto dei volontari sta facendo allestire. “Il sindaco poi – spiega ancora il sacerdote – è andato dal prefetto e dopo mi ha richiamato per sapere se fossi sempre disponibile a organizzare l’accoglienza. Io allora ho subito messo a disposizione i locali della parrocchia. Stiamo trovando letti, lenzuola, asciugamani. C’è già una famiglia che potrebbe arrivare. Ho chiesto anche di far venire un’interprete di lingua inglese. Sono in attesa. Penso che questa prima famiglia possa arrivare la prossima settimana. Nel frattempo ho annunciato una sorta di mobilitazione alla comunità parrocchiale, attraverso un appello a mettere a disposizione appartamenti”. Appartamenti che dovranno contenere altri arrivi ed il cui affitto sarà coperto dal Comune. La comunità locale si appresta dunque ad aprire le sue braccia a un popolo duramente segnato dalla storia. E in questo momento lo sta facendo contando sulle persone di buona volontà della parrocchia più antica della zona, cuore pulsante di una Pomigliano solidale ben rappresentata dalla vita e dalle opere del prete buono, il “prete operaio”: don Peppino.