Quando il mondo della pittura si aprì alle donne, grazie a Berthe Morisot…..

0
250

L’ Impressionismo svolse un ruolo importante anche nello sviluppo della storia sociale della pittura, perché aprì il mondo dell’arte  alle pittrici, a Berthe Morisot (1841- 1895) a Mary Cassat, a Eva Gonzalès. Amica di Manet, di Renoir, di Mallarmé, di Zola, di Sisley, la Morisot già dai contemporanei venne considerata una protagonista dei momenti più importanti della “nuova pittura”, pronta a combattere, in prima fila, le dure battaglie contro i potenti avversari dell’Impressionismo. L’immagine di corredo è quella del “ritratto della Morisot con ventaglio” eseguito nel 1872 da Manet.

 

Il 2 marzo 1896, primo anniversario della morte della pittrice, nella galleria Durand – Ruel in “rue Laffitte” venne organizzata una mostra retrospettiva con più di quattrocento opere, pastelli, acquerelli, disegni e sculture. Curarono la disposizione dei lavori nella sala di esposizione Claude Monet, Pierre- Auguste Renoir, Edgar Degas e Stéphane Mallarmé, che aveva scritto la prefazione del catalogo. “Nessuna mostra nella storia dell’arte ha mai avuto un comitato di insediamento più insigne” (Charles F. Stuckey). Degas pretese che i disegni venissero sistemati non a parte, ma tra le altre opere, “perché sono disegni superbi, e li giudico non inferiori ai dipinti a olio”. Renoir suggerì di disporre i quadri e di organizzare la sala in modo tale che i visitatori venissero costretti a contemplare i dipinti a una certa distanza, perché le pennellate della Morisot, viste da vicino, possono apparire casuali e sconnesse, ma osservate a distanza, non solo si fondono, “come per magia”, ma “descrivono atmosfere sature di luce con intensa precisione….Renoir raccomandava che si piazzasse un’ ottomana nel mezzo della sala per incoraggiare gli spettatori a sedersi comodamente e ad assaporare le opere a loro piacimento e con la dovuta calma” ( Charles F. Stuckey). Alla splendida pittura della Morisot e alla sua tecnica eccezionale, che avrebbe suscitato l’ammirazione e l’attenzione anche di Picasso, dedicherò altri articoli, in cui racconteremo alcuni aspetti dell’esperienza che Berthe fece frequentando gli studi privati di Joseph Guichard e di Camille Corot: la Scuola delle Belle Arti, patrocinata dallo Stato, non ammise donne fino al 1897. Fondamentale per la pittrice fu l’amicizia con ‘Edouard Manet, di cui sposò il fratello Eugenio. Manet la raffigurò in una decina di ritratti, e l’immagine di quello in cui Berthe è ritratta con il ventaglio correda questo articolo. Berthe Morisot partecipò attivamente alla vera e propria guerra che si scatenò tra gli Impressionisti da una parte e dall’altra i critici, parecchi mercanti e i rappresentati di pubbliche istituzioni che avevano espresso giudizi terribili su questa “pittura d’avanguardia”. Nel marzo del 1875 Berthe fu in prima fila nel promuovere, con Monet, Renoir e Sisley, un’asta pubblica di loro opere recenti: una cosa “che non si era mai vista prima. Fu uno scandalo. Renoir ricordò più tardi che quando un denigratore chiamò sgualdrina la Morisot, Pissarro lo colpì con un pugno sulla faccia, dando il via a una rissa” (Suzanne Lindsay): Durand – Ruel, che faceva da banditore, fu costretto a chiamare la polizia. Stéphane Mallarmé considerava la Morisot come la vera e propria Musa degli impressionisti: e una volta la paragonò a una “amichevole Medusa”. Scrisse il poeta che la “singolarità “della sua amica “fu quella di vivere la sua pittura e di dipingere la sua vita, quasi che la pittura fosse una funzione naturale e necessaria del suo regime vitale”. Dopo la morte di Edouard Manet – era il 30 aprile del 1883 – Morisot scrisse alla sorella Edma che il “suo passato di giovinezza e di lavoro era ormai finito”. Con Proust, Zola, Duret e Monet, che portarono a spalla la bara di Manet durante il funerale, la pittrice organizzò  una mostra in memoria del defunto. In quei mesi, e grazie alla sapiente regia di Mallarmé, la Morisot e Monet si strinsero in un saldo vincolo di amicizia. Incisivi furono gli effetti di questo rapporto sulle soluzioni tecniche e sull’impaginazione degli ultimi quadri della pittrice. Queste innovazioni hanno consentito a Marcel Crouzet di affermare che la Morisot è tra quegli artisti che portarono l’Impressionismo oltre l’Impressionismo.