Scontro tra la Tiberina e i sindacati metalmeccanici di categoria Fim, Fiom e Uilm. L’azienda produttrice di componenti per i veicoli prodotti dalla FCA, nel suo stabilimento di Pomigliano ha escluso a sorpresa i rappresentanti delle tre grandi organizzazioni di categoria dei lavoratori metalmeccanici dal comitato tecnico scientifico anti Covid19 appena creato nel suo stabilimento di Pomigliano, che conta circa 180 addetti. Secondo quanto reso noto da Mario Di Costanzo, responsabile della Fiom per il settore automotive in provincia di Napoli, “la Tiberina, con un atto unilaterale e in palese violazione degli accordi nazionali tra governo e Cgil-Cisl-Uil sul protocollo Covid firmato da Conte e dai sindacati, ha incluso nel comitato esclusivamente il sindacato autonomo Fismic”. “Quest’atto dell’azienda – aggiunge Di Costanzo – costituisce un gesto illegittimo. Se si fosse costituito un reale comitato tecnico le rappresentanze sindacali avrebbero potuto contribuire al miglioramento delle condizioni di prevenzione del virus in fabbrica”. La Tiberina ha ricominciato oggi a produrre in anticipo ma in modo ridotto. La grande fabbrica attigua, la FCA, dove si produce la Panda, riaprirà i battenti anch’essa a regime ridotto, lunedi 4 maggio, dopo quasi due mesi di stop totale dovuto alla diffusione della pandemia nel Napoletano e ai rischi che si potevano correre sulla catena di montaggio. Intanto nella FCA di Pomigliano ha già riaperto le attività il reparto stampaggio, che conta 200 addetti, e il logistico di Nola, 250 addetti. Ma pure questi altri due reparti hanno riattivato i motori a metà . Lunedi torneranno in fabbrica i driver. Ma non saranno tutti.

