Pomigliano e il voto, il comandante alla procura: «Politici e camorristi chiedono la mia testa»

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Una denuncia alla magistratura è stata firmata dal dirigente della polizia locale Luigi Maiello. Segnalato un clima intimidatorio in questa campagna elettorale 

 

«Hanno chiesto la mia testa con congiure e altre vigliaccherie, come si faceva nel Medioevo». Sta scatenando un putiferio il post pubblicato ieri su Facebook dal comandante della polizia municipale di Pomigliano, Luigi Maiello, protagonista in questi ultimi due anni di una raffica di operazioni antiabusivismo e antimafia. Maiello ha annunciato che in queste ore si recherà in procura a denunciare «i politici, gli imprenditori e vari personaggi locali che durante questa campagna elettorale stanno minacciando la sua rimozione e quella di altri dirigenti del Comune creando un pesantissimo clima intimidatorio».

Elezioni già al veleno

Nella città delle grandi fabbriche metalmeccaniche Stellantis, Leonardo e Avio Aero si voterà il 14 e 15 maggio a causa delle dimissioni dal notaio di 13 dei 24 consiglieri comunali, dimissioni che hanno determinato la caduta prematura, dopo appena due anni di mandato, del sindaco di centrosinistra Gianluca Del Mastro e che erano state precedute da quelle del vicesindaco e segretario cittadino del PD, Eduardo Riccio, ritenuto uno dei principali ispiratori del siluramento di Del Mastro.

Intanto  Maiello sembra un fiume in piena. «Voglio dire – l’infuocato post del comandante della municipale – agli speculatori,  ai signorotti del malaffare, ai corrotti e ai servi della criminalità che vi combatterò sempre e che, come sempre, alla fine perirete». Accuse pesanti che però non si capisce a chi siano dirette.

Camorra e cantieri

«Ce l’ho con la camorra e con l’area grigia della città – spiega Maiello – ho saputo che ci sono possibili candidati che hanno chiesto la mia testa. Ma la mia testa non la possono chiedere perché io sono un dirigente di ruolo. E poi io ho affrontato criminali veri, la camorra mafiosa. Figuriamoci se mi posso preoccupare di quattro improvvisati guidati da qualche stregone scongelato dal letargo, improvvisati sia pure ricchi ma che ignorano il diritto, le norme, gli enti locali, che per loro sono carta straccia. Pensano di poter agire come hanno fatto con il Piano Casa ».

Il riferimento è ai 20 cantieri, molti quelli aperti nel centro storico, per la costruzione di 300 appartamenti che il comandante Maiello ha fatto sequestrare dalla magistratura tra il 2020 e il 2021. Alloggi le cui autorizzazioni furono rilasciate dal Comune ai sensi della legge regionale “Piano Casa” prima delle elezioni che nell’autunno del 2020 designarono il nuovo sindaco Del Mastro.

Secondo l’indagine avviata da Maiello, poi confermata dalla magistratura inquirente, i cantieri sequestrati presentano illeciti sia sul fronte dei permessi comunali che dei volumi realizzati o da realizzare. Ma c’è un’altra questione che ha scatenato polemiche. Risale al settembre dell’anno scorso, quando il comandante fece chiudere tutte le ditte di onoranze funebri di Pomigliano, Castello di Cisterna e Casalnuovo con un serie di interdittive antimafia della prefettura scaturite da un’indagine sua e dei carabinieri. « Se vogliono la mia testa – incalza il colonnello dei vigili – devono avere il coraggio di venirsela a prendere loro, di persona, senza chiederla a nessuno. Vogliono farmi fuori ? Sinceramente ne ho piene le scatole, per non dire altro. Io ho già informato le autorità preposte di questo clima intimidatorio».

I fari della Procura

La denuncia è stata consegnata alla magistratura. «La cosa pubblica non è privata, è dei cittadini – lo sfogo del casco bianco – loro sono i veri azionisti della nostra società. A me dei soldi non importa, possono anche dichiararmi guerra ma io sono abituato a fare le guerre. Ho affrontato guardandoli negli occhi mafiosi di alto livello, figuriamoci questi quattro improvvisati ignoranti.  Il fatto è che se sei un fricchettone, un figlio di papà, ti devi guardare bene a dichiarare guerra a chi lo fa di mestiere. E’ vero che queste persone hanno alle spalle camorristi, imprenditori, finanziatori occulti. Ma io alle spalle ho il popolo. Nessun ricco ha mai fatto la rivoluzione. Dalla mia parte c’è lo Stato.

La devono smettere di rompere le scatole a me, al capo dell’ufficio tecnico e alla segretaria generale del Comune. Noi siamo dei semplici funzionari dello Stato con la S maiuscola, non quello che intendono loro. Questi invece pensano di usare cariche istituzionali per beneficare del potere che ne deriva tramite le amicizie. I loro post lasciano il tempo che trova. I cittadini veri sanno dov’è il giusto, sanno la verità qual è. Non mi hanno spaventato criminali di alto profilo, che ho sempre guardato negli occhi, figuriamoci questi qui. Ho sempre apposto la firma sotto ogni denuncia che ho fatto ».