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Polveri sottili, l’ordinanza: a Pomigliano obbligo d’installazione dei filtri nei camini, nelle stufe e nei forni

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L’ordinanza del Comune punta a ridurre al massimo l’inquinamento nella città più contaminata della Campania, subito dopo la vicina San Vitaliano. Il provvedimento coinvolge i camini, le stufe e i forni a biomassa nelle abitazioni e negli esercizi commerciali: entro il 30 aprile di quest’anno sarà obbligatorio comunicare il tipo di filtro delle polveri sottili installato, che dovrà essere in grado di abbattere le polveri dell’80 %. Il filtro sarà acquistabile con un incentivo di 150 euro che erogherà l’Asm, l’Azienda dei servizi municipalizzati del Comune. L’inottemperanza sarà punita con una multa da 25 a 500 euro. In caso di reiterazione dell’inadempimento si giungerà fino alla chiusura dell’esercizio commerciale. Per quanto riguarda invece i riscaldamenti alimentati da carburanti liquidi questi, sempre entro il 30 aprile, dovranno essere convertiti con alimentazione a gpl o a metano. Ed entro la stessa data dovrà essere esibito un certificato di idoneità ambientale del pellet, i tasselli di truciolato compresso utilizzati per le stufe. Particolarmente puntigliosi i controlli per gli esercizi commerciali. Gli esercenti dovranno depositare al Comune ragione sociale, indirizzo dell’attività, descrizione della combustione di biomasse utilizzata, tipo di denominazione commerciale e marca del filtro installato in attuazione del provvedimento, efficienza del filtro installato relativa alla riduzione delle polveri sottili PM10, ditta installatrice e una copia della dichiarazione di conformità fornita dall’installatore. Per quanto riguarda la contaminazione dell’aria la situazione permane preoccupante a Pomigliano, nonostante il provvedimento della circolazione a  targhe alterne prevalentemente di mattina e della ztl il venerdi sera. Secondo quanto riferito dal Comune in base a uno studio commissionato alla Federico II la maggior parte dell’inquinamento da polveri sottili in questo territorio deriva dal traffico automobilistico, dai riscaldamenti e dai forni a legna. Resta da sondare in modo più adeguatamente scientifico l’inquinamento prodotto dalle grandi fabbriche.