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In tutta la Campania il vento gelido che sta sferzando dall’altro le ieri il territorio con potenti raffiche ha ripulito l’aria dalle polveri sottili che stavano pericolosamente stazionando nelle città. Polveri che fino al 4 gennaio stavano facendo registrare in molti comuni valori anche di più di tre volte superiori ai 50 microgrammi per metro cubo consentiti dalla legge, facendo praticamente impazzire le centraline installate ormai da anni dall’ARPAC, l’Agenzia Regionale per l’ambiente. Nonostante il vento forte però la situazione ieri è rimasta da allarme rosso nei punti in cui tradizionalmente le polveri ristagnano di più, e cioè nella zona orientale e nordorientale della provincia di Napoli. Valori di poco superiori alla norma (58 microgammi) sono stati registrati dalla centralina piazzata a Napoli-via Argine, nel quartiere di Ponticelli. Proseguendo da qui verso est, numeri peggiori hanno fatto evidenziare tutte le altre centraline ubicate nella provincia nordorientale. A Volla-via Filichito, zona confinante con le frazioni di Tavernanova e Casarea  di Casalnuovo, i microgrammi per metro cubo di polveri sono stati 93. Preoccupante come sempre la situazione anche subito dopo, a Pomigliano, con 78 microgrammi. Ancora da paura la situazione ad Acerra, 105 microgrammi, triste record di ieri, presso la centralina installata nella scuola Caporale, cioè a ridosso del centro cittadino, e a San Vitaliano, il comune solitamente più “cinese” della regione, dove sono stati 101 i microgrammi per metro cubo registrati. Botti di Capodanno ma non solo. La causa di tutto questo resta infatti ancora un sostanziale mistero. Certamente le correnti d’aria che scorrono prevalentemente da ovest verso est e la particolare conformazione del territorio a oriente di Napoli, stretto in una conca tra il Vesuvio e gli appennini, rimangono un fattore di rischio molto alto sul fronte dello stazionamento in queste zone delle polveri. Ma di fronte a una tale situazione le azioni finora messe in campo dalle istituzioni sono state praticamente inefficaci.