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Ottaviano, Valle delle Delizie: la fiaccolata della fede e della speranza alla grotta della Madonna di Lourdes

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I valori cattolici e il sentimento del sacro proprio della millenaria civiltà vesuviana. E’ stata una fiaccolata importante, quella del 31 maggio, per il numero dei partecipanti, e per la forza con cui essi hanno espresso la loro devozione. Da Madonna dell’Arco a Terzigno si svolge, nella realtà e nella metafora, la “via” della Madonna, e sono invocati i carismi della Madonna di Lourdes e della Madonna Nera. La Montagna e la grotta: storia e simboli.

 

Una splendida conclusione del Mese Mariano. E’ stata una manifestazione assai bella, quella di venerdì 31 maggio: bella per il numero di partecipanti, per l’intensità della devozione, per la comune consapevolezza che tutti – i sacerdoti, Vincenzo Caldarelli e i suoi amici, che hanno voluto dedicare la grotta al culto della Madonna di Lourdes, i cittadini di Ottaviano – stavano gettando le basi di una tradizione che andrà ad arricchire la storia del Somma-Vesuvio e il patrimonio culturale della nostra città. Dopo la celebrazione della Messa, la fiaccolata, guidata da don Michele Napolitano e da don Savino Simone, si è avviata verso la Valle delle Delizie, verso la grotta della Madonna, in una serena armonia di luci, di preghiere, di voci che chiedevano alla Madre di Cristo di proteggere le famiglie, Ottaviano, il territorio tutto in un momento difficile del nostro presente. E le parole pronunciate da Don Michele davanti alla grotta hanno perfettamente sintetizzato questa corale devozione, che innesta i valori rigorosamente cattolici in quel particolare sentimento del sacro che è proprio della millenaria civiltà vesuviana.

Il Somma – Vesuvio è una Montagna sacra ai carismi luminosi della Madre di Cristo: alla Madonna dell’Arco e ora alla Madonna di Lourdes i fedeli chiedono la salute del corpo e la serenità dello spirito; alla Madonna di Montevergine, venerata a Ottaviano, si affidano tutti quelli che si sentono esposti, per la loro debolezza e la loro fragilità, alle vicende tempestose della vita; la Madonna del Carmine e la Madonna di Castello vengono invocate perché ci proteggano dalle fiamme dell’Inferno e dal fuoco del Vesuvio.  Dal santuario di Madonna dell’Arco fino a Terzigno si svolge, nella realtà e nella metafora, la “via” della Madonna Nera, ed è venuto il momento che si racconti in che misura e come la storia dei riti religiosi ha influito sulla storia sociale e culturale di questo territorio che Gregorovius definì, per molte ragioni, “unico”.

Anche la grotta consacrata alla Madonna di Lourdes è carica di storia e di simboli. Con altre grotte dei “tuori” vicini ospitava i contadini sorpresi dalla pioggia, e nel 1943, quando Ottaviano venne bombardata dagli angloamericani e invasa dai tedeschi in fuga, diede ricovero ai cittadini atterriti dalla violenza della guerra. Ancora nel primo decennio del Novecento queste grotte venivano usate dagli appaltatori della “neve” come deposito dei blocchi di neve, necessari per conservare le carni e per curare le febbri. La Montagna e la grotta, la salute del corpo, la salvezza dello spirito, i valori ancestrali della fede, la devozione millenaria alla Madre: tutto questo “sentivano” i fedeli che hanno partecipato alla fiaccolata, e lo esprimevano con la luce sincera dei loro sguardi e con la forza delle loro preghiere.