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Ospedale del Mare, i medici scrivono ai vertici Asl: “Troppa promiscuità, i pazienti non possono essere monitorati in modo adeguato”

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Pazienti ventilati con ogni mezzo, compresi alcuni apparecchi monotubo con sistema maschera aperta che incrementa in maniera esponenziale il rischio di contagio, attraverso l’aerosolizzazione dei droplets emessi dal paziente: mancanza di sistemi di ventilazione, pressioni negative, areazione nell’area per i codici gialli, box dei codici rossi occupati da malati positivi in attesa di trasferimento, impedendo in maniera assoluta la possibilità di accogliere i pazienti trasferiti dal 118 in codice rosso.

Queste alcune delle difficoltà che descrivono sedici medici del reparto di Medicina d’urgenza dell’Ospedale del Mare di Napoli in una lettera inviata alla Asl, chiedendo di prendere provvedimenti. “Postazioni che ospitano diecine di persone in più della capienza massima; pazienti in barella anche in doppia fila con totale promiscuità. Nelle aree ex Codici Verdi, ex Obi, ex Codici Gialli e Codici Rosso 1 e 2 permane il sovraffollamento e la gran parte dei degenti necessita di supporto ventilatorio, per il quale siamo costretti ad utilizzare bombole di ossigeno (spesso in esaurimento), considerata l’assenza di ulteriori bocche di attacco per gas medicali centralizzati. Troppi pazienti, fino a 50 laddove se ne potrebbero ospitare 15 al massimo.

I pazienti non possono essere adeguatamente “monitorati”. Persiste – scrivono i medici – la totale promiscuità di malati in attesa di referto di tampone rinofaringeo e malati positivi noti. Persiste l’assenza di servizi igienici adeguati per i malati e per il personale sanitario. Mancano i percorsi sporco/pulito da e verso la radiologia e i reparti, per non parlare della carenza dei dispositivi di sicurezza. Il personale, infatti, si trova costretto a utilizzare gli stessi presidi per più turni consecutivi, ad esempio la notte, per 12 ore di fila.