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Omicidio della madre di Donato, Rosa prima confessa poi ritratta: “Non ricordo”

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L’udienza di convalida su Stefania Russolillo per l’omicidio di Rosa Gigante. Donato De Caprio, figlio della vittima è ospite da Bruno Vespa.

 

Dalla confessione “ho ucciso la signora Rosa” a “non ricordo” è un attimo.

Stiamo parlando dell’indagata Stefania Russolillo, la 47enne vicina di casa di Rosa Gigante (72enne), madre del noto salumiere-TikToker Donato De Caprio, trovata senza vita martedì scorso, 18 aprile, nella sua casa nel quartiere Pianura di Napoli. All’udienza di convalida, che si è tenuta nel carcere di Poggioreale davanti al gip di Napoli, l’indagata ha preferito non rispondere alle domande. Il gip. inoltre, ha disposto una perizia psichiatrica per Russolillo. Secondo gli investigatori, nonostante sia stata riscontrata una ferita alla testa non escludono che la morte della donna possa essere avvenuta tramite strangolamento, in quanto è stato trovato un laccio emostatico all’altezza del collo della vittima.

 

Una parziale confessione

Durante l’interrogatorio, davanti agli investigatori della Squadra Mobile, Stefania Russolillo fece una parziale confessione salvo poi rispondere «non ricordo» in merito alle domande che riguardavano la dinamica del tragico evento.

 

Donato De Caprio ospite di Vespa su Rai 1

Donato De Caprio, il salumiere-imprenditore celebre sul social TikTok rompe il silenzio di questi giorni e decide di parlare della morte della madre rispondendo alle domande di Bruno Vespa, nel programma “Porta a Porta” trasmesso su Rai 1.

“No, non ho idea del perché sia successo”, così risponde Donato alla domanda di Vespa.

L’uomo, accompagnato dal suo avvocato, ripercorre le ore che precedono l’omicidio:

“Io stavo lavorando, ho ricevuto una telefonata da mio figlio e mi ha detto che la nonna non si sentiva bene e, la signora del piano di sotto mi ha detto, vieni a casa che tua mamma non sta bene. Una volta arrivato a casa non ho avuto nemmeno il tempo di vederla né di entrare perché c’era già la polizia. Mia madre era non vedente, una patologia certificata da più medici.  Apriva la porta solo a noi familiari”.

 

 

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