Nola, gli studenti del Masullo Theti in piazza per il naufragio di Lampedusa

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Nola, gli studenti dell'istituto scolastico Masullo Theti in piazza Duomo per ricordare il naufragio di Lampedusa

Nola. Riceviamo e pubblichiamo: 

Nola. studenti in piazza per ricordare il naufragio di Lampedusa. L’iniziativa dell’istituto scolastico Masullo Theti di Nola.  

Centinaia gli studenti in piazza Duomo a Nola per ricordare le vittime del terribile naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. A 10 anni esatti da quel bruttissimo giorno i giovani hanno voluto far sentire la loro voce per dire NO alle continue morti in mare.

“Un mare di indifferenza dove si continua a morire” è stato non a caso lo slogan che ha accompagnato l’intera mattinata.

A promuovere l’iniziativa è stato l’istituto scolastico Masullo Theti di Nola guidato dalla dirigente Elisa De Luca. Il plesso di via Mario De Sena ha difatti lanciato l’invito alle scuole del territorio che in massa hanno aderito all’evento. In piazza dunque anche il liceo classico statale Giosuè Carducci di Nola, il liceo Albertini di Nola, l’istituto Leone Nobile di Nola, il Rossi Doria di Marigliano, il Caravaggio di San Gennaro Vesuviano e l’istituto Carmine Russo di Cicciano.

Presente anche il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino, il consigliere comunale Alessandro Pastorino, docenti e dirigenti scolastici.

Ad aprire l’evento il flash mob sulle note del brano di Eugenio Bennato “Che Mediterraneo sia”. E poi le testimonianze dei rappresentanti dell’associazione “Restiamo Umani” di Scisciano e del Comitato 3 ottobre in collegamento video da Lampedusa.

Un progetto importante portato avanti da anni dalla scuola nolana con il coordinamento delle docenti interne Anna Maria Coppola e Giusy Franzese per avvicinare i giovani alle tematiche dell’inclusione e dell’accoglienza.

“Un progetto sociale che è una vera e propria mission – ha spiegato la dirigente scolastica Elisa De Luca – ricordare le 368 persone morte al largo di Lampedusa il 3 ottobre 2013 non è un mero esercizio di memoria quanto la consapevolezza che stragi come quelle non devono più avvenire. Educare i giovani all’accoglienza e all’integrazione risulta fondamentale nel percorso di crescita e formazione dei ragazzi affinchè capiscano l’importanza di essere e restare umani”.