Nella città degli abusi edilizi il Comune sfratta i senzatetto da un asilo: scatta la violenza

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L’ordine di sgombero è stato notificato dalla polizia municipale di Casalnuovo. Con i fondi del PNRR l’asilo della 219 in cui abitano i disperati dovrà essere riqualificato

 

In una delle città più iconiche della speculazione edilizia napoletana tutta case e palazzoni può anche capitare che i fondi del PNRR inneschino un assalto dei senzatetto. E’ successo al comune di Casalnuovo, lunedi sera. Il sindaco si è barricato nel suo ufficio mentre alcuni senzatetto hanno tentato di sfondare la porta della sua segreteria, in municipio. Scene ad alta tensione condite dal poco edificante “siparietto” di un consigliere comunale che sarebbe riuscito a colpire con una testata un sostenitore di alcuni manifestanti scesi sul piede di guerra contro il primo cittadino. Sono dovuti intervenire i carabinieri, che hanno sedato la protesta in poco tempo. Il primo cittadino, Massimo Pelliccia, ha sporto denuncia. Stessa cosa hanno fatto contro di lui quelli che sono stati accusati da Pelliccia di averlo praticamente preso in ostaggio nella sua stanza. Tira una brutta aria. Casalnuovo ha avuto dal governo 7 milioni e mezzo di euro del PNRR grazie a un progetto che risulta indigesto ai senzatetto le cui varie generazioni vivono da trent’anni nell’asilo nido del rione della ricostruzione, la 219, proprio grazie a un’assegnazione “provvisoria” firmata dal sindaco dell’epoca. Intanto due generazioni di nove famiglie, nonni, mamme, nipoti, che in quell’edificio si sono succedute per tre decenni dovranno sgomberare da lì entro i primi di marzo. La giunta municipale vuole usare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per riqualificare il mai compiuto asilo. E non vuole sentire ragioni. C’è però tanta rabbia, alimentata da una sensazione forte d’ingiustizia. I locali dell’ asilo che non è mai divenuto tale furono “assegnati” provvisoriamente, nel 1993, a nove famiglie, con tanto di provvedimento ufficiale del sindaco di quel momento, Franco Terracciano. “La commissione consiliare – si legge nel documento datato 21 giugno 1993 – vi assegna questi locali nell’attesa che il Comune acquisti gli alloggi in cui sarete successivamente trasferiti”. Gli alloggi non furono mai acquistati dal Comune. Ora però gli abitanti dell’asilo della vergogna dovranno essere sfrattati. L’avviso di sgombero è stato consegnato dalla polizia municipale. E così nella città in cui l’abusivismo edilizio l’ha fatta da padrone, in cui sono migliaia gli appartamenti privati realizzati nei modi più svariati e “fantasiosi”, un manipolo di senzatetto si ribella facendo riemergere vecchie contraddizioni.