Nel Santuario di San Giuseppe la solidarietà raccontata dalla musica, lingua universale (Schopenhauer)

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Nel Santuario di San Giuseppe la solidarietà raccontata dalla musica, lingua universale (Schopenhauer)

Il “Concerto di primavera”, che si è tenuto nel Santuario di San Giuseppe Ves.no venerdì 26 maggio ha contribuito a raccogliere fondi per la “Fondazione Lions del Distretto 108Y”, per l’Istituto “Bartolo Longo”, per donare un defibrillatore al Centro Giovanile dei Padri Giuseppini del Murialdo, per tener viva, in questi tempi difficili, la luce della solidarietà.

                              La musica è come la vita: si può fare in un solo modo, insieme                                                                                                       (Ezio Bosso).

 La prof.ssa Maria Lucia Ambrosio, che presiede il “Lions Club San Giuseppe Terre del Vesuvio”, in sintonia con il “Service distrettuale” “Benessere dei giovani: creatività e originalità contro ogni forma di dipendenza”, di cui è responsabile Brigida Musella Pappalardo, ha affidato il Concerto al “Complesso bandistico Bartolo Longo” di Pompei. Ed è stata una scelta assai significativa. Per almeno due ragioni. Prima di tutto perché la musica parla solo ad anime nobili. Scrisse W. Shakespeare, nell’atto V del “Mercante di Venezia”, che colui che “non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall’armonia concorde dei suoni dolcemente modulati, è pronto ai tradimenti, agli inganni e alla rapina: i moti dell’animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l’Erebo. Nessuno si fidi mai di un uomo simile”.

La solidarietà è virtù individuale (e, nello stesso tempo, civica) così complessa, a tal punto intessuta di pensieri, di sentimenti, di immagini e di memorie che può essere convenientemente e immediatamente “espressa” solo dalla musica, lingua universale, fedele rappresentazione del mondo. Schopenhauer, nel suo saggio “Sulla musica”,riconosceva che “questo rapporto di rappresentazione che la musica intrattiene con il mondo deve essere molto intimo, di una corrispondenza infinitamente precisa e vera, dal momento che esso viene immediatamente compreso da ognuno: e d’altra parte la musica stessa permette di riconoscere con una certa infallibilità come la sua forma sia perfettamente riconducibile a regole precise, che possono essere indicate con i numeri, e da cui essa non può allontanarsi senza cessare immediatamente di essere musica”.

Faceva notare il filosofo che quando un fatto, una scena, un ambiente vengono commentati e accompagnati da una musica appropriata, chi ascolta si persuade che la musica gli stia svelando il senso vero e profondo di quelle situazioni, ma, invitato a spiegare perché ciò avviene, non riesce ad aprire agli altri l’essenza del mistero. Se il Concerto fosse stato affidato ad un altro complesso bandistico, le emozioni e i pensieri dei presenti sarebbero stati diversi, non ci sarebbero state le suggestioni suscitate dal nome “Bartolo Longo” e dalla memoria degli infiniti vincoli che legano questo nome al tema della solidarietà. Bartolo Longo aveva una fiducia assoluta nell’azione educatrice e purificatrice della musica. Nel 1893 questa fiducia lo spinse a presentare al Maestro Tutrinali di Pagani il suo progetto di istruire alla musica i fanciulli ospitati nell’ “Ospizio dei figli dei carcerati” e di prepararli a formare una banda musicale.

E per dimostrare a tutti che aveva ragione, Bartolo Longo aggiornò con grande attenzione l’elenco dei figli di rapinatori e di assassini che la musica tenne lontano dai cattivi esempi e portò sul podio dei premiati. L’arte e la solidarietà. Il “Lions Club San Giuseppe Terre del Vesuvio”, mettendo in vendita più di 60 quadri dipinti dalla socia Giusy Nunziata, ha provato l’emozione – lo dice la Presidente – di consegnare un bonifico di euro 1480 alla dott.ssa Emanuela Capuano, direttrice della Fondazione “Sostenitori del Santobono”.