L’altra faccia del Natale

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L’altra faccia del Natale

Novena di Natale in controluce. Nei nostri negozi di marca orientale brillano luminarie al led e gli abeti sintetici sfavillano tra tubi fosforescenti. In bella mostra anche curiosi Babbi Natale snodabili che ciondolano al ritmo di jingles natalizi. Esultano i cinesi per gli affari d’oro.  A Natale hanno svuotato le vetrine dalle inutili chincaglierie e adesso riempiono i templi per ringraziare Tao, Budda e Confucio. La buona novella sul mondo, però, tarda ad arrivare.

E’ ancora un Natale di guerra. Tanta guerra. Cresce esageratamente il numero dei morti. In Ucraina, a Gaza e sulle chiese di Gerusalemme rimbombano i cannoni. Nelle strade risuona il crepitio sinistro delle armi automatiche ed ultraleggere.  I bambini colpiti dalla guerra hanno il terrore negli occhi. Tanti confidano nella tregua e pregano affinché i potenti siano mossi a compassione. La speranza, però, è un impercettibile alito, confuso tra la polvere dei palazzi abbattuti. Nei supermercati occidentali, invece, scoppia la guerra del cibo. Tutti in attesa dell’abbuffata generale. Pietanze di pesce per le Vigilie e piatti di carne per Natale e Capodanno. La tradizione deve essere rispettata. Qualche variazione al menù porta bene e fa tendenza. Quest’anno vanno di moda i formaggi francesi ed il gorgonzola e guai a rinunciare al panettone farcito. Nelle Feste natalizie è stato calcolato che un terzo dei prodotti alimentari cotti o farciti viene sprecato e buttato direttamente nel cestino dei rifiuti. E pensare che per ogni chilo di carne prodotta occorrono almeno 4 mila litri d’acqua.

Finalmente anche i politici più ottusi hanno dovuto ammettere che è in atto un grave cambiamento climatico e non si possono più sprecare acqua, cibo e materie prime. Anche l’aria è un bene irrinunciabile che va tutelato. Ma quali parole bisogna usare per far capire alla maggioranza delle persone che è arrivato il tempo di cambiare il nostro stile di vita?  Quali paragoni utilizzare per convincere chi ancora incredibilmente critica i vaccini, mentre tranquillamente continua ad ingozzarsi di grassi, zuccheri e proteine. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha calcolato che più del 50 per cento dei ragazzi italiani è obeso o sovrappeso e sarà più facilmente soggetto ad essere colpito dalle cosiddette malattie del ricambio.

Contemporaneamente nel mondo 900 milioni di persone soffrono la fame e si ammalano di malnutrizione. Molti per non affrontare queste contraddizioni gireranno la testa dall’altra parte. “L’indifferenza è la malattia del secolo”, come più volte, Papa Francesco, il più convinto assertore della difesa della Casa comune, ha avuto modo di dire. Spesso le sue indicazioni cadono nel vuoto. Eppure bisogna continuare a parlarne.  Ci dobbiamo convincere che è in gioco la sorte del Pianeta e dobbiamo regolarci di conseguenza. Ognuno di noi deve mettere in atto piccoli gesti che possano invertire questa tendenza. Stavolta è opportuno sprecare parole, preghiere ed invocazioni. Serve l’impegno di tutti ed una chiara determinazione.

Fonte immagine: rete internet.