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Impegnati a svolgere più mansioni contemporaneamente ed a porci sempre nuovo obiettivi, in corsa contro noi stessi per superarci quotidianamente oppure dediti allo svolgimento di un compito per volta? Scopriamo insieme come siamo.

Facciamo innanzitutto una breve premessa chiarificatrice: i termini sopra indicati sono di derivazione informatica e indicano rispettivamente un sistema operativo che permette di eseguire più programmi contemporaneamente oppure un solo programma alla volta.
Vediamo, traducendo il linguaggio informatico nel pragmatico delle nostre giornate, cosa significa.

A voler seguire i ritmi dettati dai trend modaioli, nell’ultimo trentennio, dovremmo esserci trasformati, da persone che vivevano con un ritmo da bradipo – monotasking – a iperattivi cibernetici – multitasking – per poi tornare al bradipo “consapevole”.
Eh sì perché l’attuale tendenza, il ritmo che dovremmo imporre alle nostre giornate ed alla nostra vita, oggi, sembrerebbe essere ancora una volta monotasking: fa una cosa alla volta, ma falla bene.
Che si tratti di “consapevole” lo aggiungo io, per differenziarlo da quello, ormai lontano nel tempo, che non ci imponevamo, ma che era il ritmo innato della nostra vita.

Probabilmente non è proprio la moda ad imporci l’organizzazione del nostro quotidiano secondo determinati ritmi, vero è, però che, se la società di cui siamo parte “richiede” lo svolgimento di un elevato numero di compiti quotidianamente, noi, che della società siamo parte, ci siamo dovuti adeguare, ci adeguiamo e ci siamo trasformati via via in persone con un’operatività sempre più vicina a quella dei sistemi operativi; sempre contattabili – per continuo inserimento dati – sempre informati, sempre più attivi, veloci, operativi, scattanti, sempre più multifunzione. Così nasceva il multitasking.

Non che sia un modus sbagliato di affrontare la vita, anzi! C’è chi multitasking lo è per natura e da sempre, come ad esempio – non me ne vogliate signori uomini – le donne; c’è chi lo è diventato per necessità di vita – oggigiorno spesso si devono necessariamente svolgere più lavori per contribuire al bilancio di se stessi e familiare – ; c’è chi lo è perché aiuta a sentirsi vivi, ad alimentare il sottile piacere di superare la competizione con se stessi, aiuta a sentirsi parte di comunità, di gruppi, aiuta a sentirsi alla moda (anche!).

Questa capacità, per me grandiosa, di saper fare, poter fare e voler fare, voler svolgere tanti compiti contemporaneamente, ci ha portato – e ci porta – sì a livelli molto elevati di competitività ma, forse proprio per questo, ci priva di un elemento chiave per la coltivazione di noi stessi, del nostro “giardino” e di noi stessi nei rapporti con gli altri: il tempo.
Paradossalmente correvamo/corriamo per svolgere tutto molto rapidamente ed avere tempo, ed è proprio ciò che non abbiamo, tempo!

E’ in questo momento, quando nasce un’altra esigenza, che nasce anche un’altra tendenza: il ritorno al monotasking. Svolgi un’azione per volta, questo suggeriscono
coloro che ci studiano, fallo meno superficialmente possibile – dedicarle il tempo necessario dovrebbe aiutare – e poi passa al successivo impegno.
Impara a gestire il tempo utilizzando gli strumenti – anche tecnologici – che hai a disposizione per ritagliarti, ogni giorno, tempo per te; probabilmente rallentando avrai l’occasione di guardare dentro la tua macchina multifunzione e scoprirci un giardino sconosciuto. Sei tu.

Medianoglam