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Il gruppo Mediamarket ha avviato la procedura di mobilità. Ma ieri, al primo esame congiunto, i sindacati sono riusciti a strappare un impegno per il salvataggio dei lavoratori. Confermate comunque le chiusure dei negozi di Nola e di Napoli-Arenaccia.

E’ stata avviata la procedura di mobilità per il personale dei negozi di elettrodomestici MediaWorld . Intanto ieri i sindacati si sono visti in un albergo di Bologna con l’azienda, il gruppo Mediamarket, controllato dalla tedesca Metro,  nell’ambito del primo esame congiunto previsto per legge.  Intanto si apre una schiarita. Si profila infatti la possibilità di salvare i posti di lavoro grazie all’utilizzo dei contratti di solidarietà. L’azienda ha verbalizzato di essere disponibile a questa soluzione, cosa che farebbe tirare un sospiro di sollievo a tanti lavoratori.

Durante lo stesso confronto  sono state poi confermate le chiusure di 7 negozi in Italia, comprese quelle del punto vendita di Nola ( Vulcano Buono ) e di Napoli via Arenaccia ( palazzo Saturn ).  Gli altri cinque negozi da chiudere sono Roma 1, Milano 3, Genova Saturn, Settimo Milanese e Brescia 2.  Confermata anche la volontà da parte dell’azienda di procedere a un piano di progressive riaperture al centronord, cosa che potrà determinare la ricollocazione del personale nelle nuove realtà commerciali.  Nessuna riapertura, invece, in Campania, dove gli analisti hanno verificato una crisi più pesante che nelle altre regioni italiane. Anche in Campania saranno però possibili le ricollocazioni, nei punti vendita che resteranno aperti, del personale di Nola e di Napoli-Arenaccia.  Gli esuberi dichiarati da Mediamarket non riguardano però soltanto il personale attualmente collocato nei negozi da chiudere ma interessano  anche tutti gli altri impianti che resteranno regolarmente aperti.

“ Faremo – anticipa Gennaro Strazzullo, segretario generale della Uiltucs-Campania –  incontri di verifica allo scopo di comprendere l’impatto dei contratti di solidarietà su ogni punto vendita della regione che non sarà chiuso. Quindi, il 26 maggio prossimo, ci rivedremo con l’azienda ”. In quella data le organizzazioni di categoria sperano concretamente, data anche la disponibilità già dichiarata da Mediamarket, di stipulare l’accordo con all’interno i contratti di solidarietà.  “ Lo ripeto però – aggiunge Strazzullo – sarà prima necessario fare incontri locali per poter verificare la ricollocazione interna dei dipendenti ”.

Gli esuberi in Campania ammontano a  150 addetti.  Che comunque potrebbero per il momento salvarsi con la solidarietà. “ Resta il problema di fondo – conclude il sindacalista – di una mancata programmazione del settore, in particolare in Campania, dove la legge sul commercio, tanto per fare un esempio,  è stata varata solo un anno fa. Nel  frattempo ci ritroviamo con un’ eccessiva concentrazione di centri commerciali, frutto di un’ errata programmazione regionale negli anni, e con una politica del tutto inerte di fronte alle emergenze che si stanno consumando in questa fase molto critica. “Dulcis in fundo” c’è il classico cane che si morde la coda delle fabbriche metalmeccaniche che chiudono e del conseguente, progressivo, impoverimento della società, fenomeno  che fa drasticamente calare i consumi di tutti i prodotti ”.