Marigliano, caso di scambio elettorale politico-mafioso: l’ex sindaco Carpino si costituisce
L’ex sindaco di Marigliano, Antonio Carpino, si è costituito in carcere dopo l’arresto del 2020 per lo scandalo di scambio elettorale politico-mafioso che lo ha visto protagonista nel 2015.Si chiude così uno degli scandali più clamorosi degli ultimi 10 anni che ha coinvolto l’intera città di Marigliano.
Nel lontano 2015, durante le elezioni amministrative, Carpino si candidò come sindaco della città di Marigliano, sostenuto da una coalizione di centrosinistra. Ma non tutto andò per il verso giusto. Infatti, la Direzione distrettuale antimafia ricostruì una presunta rete di rapporti tra il candidato Carpino e ambienti criminali del territorio locale, nello specifico del quartiere di Pontecitra.Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, il sostegno elettorale faceva parte di un accordo illecito: scambio di voti in cambio di denaro e promesse inerenti a interessi occupazionali.
Alcune testimonianze di collaboratori di giustizia come Cristiano Piezzo, Massimo Pelliccia e Tommaso Schisa sono stati elementi investigativi che hanno contribuito alla ricostruzione dei rapporti che hanno intaccato la competizione elettorale.Una prima svolta però non arrivò prima di 5 anni. Infatti, solo il 21 luglio 2020, i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno eseguito una ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda.
Le accuse riguardavano lo scambio elettorale politico-mafioso e la corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso collocate tra l’ottobre 2014 e il giugno 2015. Tale provvedimento coinvolse anche Luigi Esposito, detenuto in regime 41-bis.Questo avvenimento interruppe bruscamente la carriera politica di Carpino.
Infatti, era in lizza per le elezioni amministrative previste per settembre 2020, alle quali però non ha mai partecipato.Per arrivare ad una prima conclusione del provvedimento bisogna aspettare altri 3 anni. Solo nel 2023 il Tribunale inflisse ad Antonio Carpino una condanna di 6 anni e 9 mesi di reclusione. Per Luigi Esposito, invece, la sentenza di primo grado stabiliva una pena di 7 anni e 6 mesi di reclusione.
Nel settembre 2025 si conclude anche il secondo grado di giudizio dove la Corte d’Appello di Napoli ridusse la pena di Carpino a 5 anni e 4 mesi di reclusione. Stessa sorte accade ad Esposito: la pena si riduce a 6 anni di reclusione.Subito dopo la sentenza però il collegio difensivo di Antonio Carpino, composto dagli avvocati Bruno Spiezia, Francesco Picca e Aniello Quatrano, annunciò di voler fare ricorso in Cassazione. E così arriviamo ad oggi, ottobre 2026, dove finalmente si è pronunciata la Corte di Cassazione: la condanna è irrevocabile e Carpino dovrà scontarla in carcere.
