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Il clamoroso arresto dell’ormai ex sindaco Antonio Carpino ha creato inevitabilmente scompiglio nell’agone politico mariglianese, alle prese con le imminenti elezioni amministrative. Come confermato recentemente dal governatore Vincenzo De Luca, un altro che guarda con attenzione agli sviluppi dell’affaire mariglianese, domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 si andrà al voto sia per le regionali che per le comunali. Di conseguenza bisogna affrettarsi a presentare le liste e soprattutto a riempirle, due cose che ormai avvengono esattamente in quest’ordine cronologico.

A tal proposito, nei giorni scorso l’onorevole Paolo Russo ha dichiarato sulle pagine de Il Fatto Quotidiano che “c’è un problema serio di scelta della classe dirigente” – dato che, secondo lui – “ormai i partiti sono diventati scatole vuote per raccoglitori di preferenze”. Proprio da Russo è attesa ora una mossa sulla scacchiera: a quanto pare nel giorno dell’arresto del primo cittadino il centrodestra avrebbe dovuto annunciare ufficialmente la candidatura di Sebastiano Sorrentino, da anni uomo cardine del centrosinistra a Marigliano, dunque un’azione tesa probabilmente a sparigliare le carte nel principale partito di maggioranza. Tuttavia è possibile che la strategia dell’opposizione fosse, al contrario, quella di proporre un candidato che in qualche modo assecondasse l’inerzia dell’uomo politico “forte”, come avvenuto anche in Regione Campania con l’ulteriore riproposizione di Caldoro: sia De Luca che Carpino, infatti, stando a sondaggi e umori della piazza, sembravano molto vicini a una riconferma. Di sicuro la Lega si era già defilata, rifiutando “l’insalata mista” e affermando che avrebbe avallato “tale cartello elettorale (Sorrentino, ndr), nell’intento di dialogare e confermare le ragioni del centrodestra tra i partiti e movimenti locali che si riconoscono in tale schieramento”.

Ora, dopo le vicende giudiziarie che hanno portato alle dimissioni di Carpino, tutto è cambiato e soprattutto ogni cosa è ancora possibile. A sinistra del centro si ragiona sui nomi papabili per una sostituzione in corsa: nessuna novità eclatante se si pensa che la lotta intestina riguarda alcuni personaggi chiave del Partito Democratico mariglianese. Innanzitutto l’attuale presidente del consiglio comunale, Vito Lombardi, il quale aveva già manifestato velleità di leadership lo scorso inverno, quando appena prima dell’emergenza pandemica era stato in odore di candidatura proprio ai danni dell’ex sindaco; quindi l’avvocato Giuseppe Jossa, consigliere comunale e metropolitano che aveva già conteso a Carpino, nel marzo del 2015, la candidatura a primo cittadino del PD, perdendo però le primarie; infine Gaetano Bocchino, consigliere comunale ed ex segretario del partito in città.

Dove si orienteranno le scelte del direttivo guidato dall’attuale segretario Carmine Napolitano? Senz’altro Lombardi può contare su una vasta fiducia nella sua Lausdomini, ma potrebbe non bastare contro l’azione concreta di Jossa, il quale negli ultimi cinque anni ha sapientemente dirottato a Marigliano molti dei fondi erogati dalla Città Metropolitana di Napoli. Più defilato Bocchino, le cui possibilità dipendono probabilmente da alchimie politiche legate alle varie correnti interne al partito.

Il discorso ovviamente riguarda da vicino anche le liste civiche. Poche ore prima dell’arresto di Carpino era stata annunciata la coalizione che contemplava, oltre al PD, anche la presenza di Marigliano Popolare, molto attiva negli ultimi anni sul fronte delle opere pubbliche, dell’esordiente Andiamo Avanti per Marigliano, che farebbe riferimento al consigliere comunale di Faibano, Sebastiano Guerriero, alla carica nella sua frazione ora che non fa più parte della giocata l’ex assessore Raffaele Coppola, di Cambia con Noi, la lista di cui fanno parte l’assessore Assunta De Rosa e i consiglieri Sebastiano Molaro e Raffaele Caliendo, e infine la neonata Periferia 2030 di Antonio Vivenzio che sembrerebbe andare a occupare la casella lasciata libera dalla lista Marigliano Domani.

L’ultimo appello fatto dall’ex sindaco, nel corso della diretta Facebook condivisa la sera del 20 luglio, era rivolto al Movimento 5 Stelle e al Partito della Rifondazione Comunista, quest’ultimo già a sostegno della coalizione di centrosinistra nel 2015: è facile immaginare che il Movimento, forte di una strenua battaglia per la legalità, sia a questo punto fuori da ogni logica di collaborazione, mentre non si conoscono ancora le intenzioni dei “rossi” mariglianesi. Seguiranno dunque aggiornamenti: il tempo stringe e i cittadini al momento sembrano molto più presi dalle sorti di colui che è stato sindaco fino a poche ore fa, rispetto a chi gli succederà.