CONDIVIDI

Cala il sipario sull’attuale consiliatura mariglianese. Relazione sulla gestione e sullo schema del rendiconto (per l’esercizio finanziario del 2019) dovevano essere approvati e lo sono stati dopo oltre due ore di discussione. Dodici i voti a favore e sei quelli contrari sia per l’approvazione del documento – con il quale i revisori dei conti davano parere positivo (non favorevole) al rendiconto – che per l’immediata esecutività della stessa.

Pronti, via: scatta ufficialmente la pubblica assise (in diretta streaming) e il presidente del consiglio comunale, Vito Lombardi, chiarisce subito che, in seguito alla decisione dei capigruppo, non sarebbero stati ammessi interventi relativi alle vicissitudini giudiziarie che hanno coinvolto Antonio Carpino e che hanno poi portato alle dimissioni dell’ex sindaco. Da quel momento in poi il consiglio, al quale partecipano pochi consiglieri, molti dei quali da remoto (e quasi sempre con schermo e microfono disattivati), diventa un vero e proprio ring dove tra numeri, conti e burocrazia ce le si “suona” di santa ragione.

All’intervento illustrativo dell’assessore al bilancio e vicesindaco, Alfonso Lo Sapio, oggi gravato anche da ulteriori responsabilità istituzionali, replicano con interventi molto netti sia la consigliera Iovine che il consigliere Capasso, anticipati come di consueto dal lungo e circostanziato intervento di Michele Cerciello. È proprio Cerciello a sottolineare, in un faticoso elenco di cifre, che per le scuole si sarebbero potuti utilizzare i fondi dell’ex 219, i quali ammontano attualmente a oltre un milione di euro (e non i seicentomila previsti dall’avanzo di amministrazione). Gli fa eco la Iovine che rincara la dose accusando la maggioranza di voler continuare a fare politica e campagna elettorale anche in una fase così delicata, invitando i consiglieri ad approvare il rendiconto per non far mancare alle scuole, in vista del ritorno in presenza di settembre, i fondi utili all’adeguamento alle norme anti Covid.

Secondo la Iovine molto si sarebbe potuto e dovuto fare prima, senza arrivare all’ultimo momento e recuperando i cosiddetti residui attivi, ossia le somme accertate ma non incassate dal Comune entro il termine dell’esercizio e che rappresentano quindi un credito: circa 17 milioni di euro, stando anche ai calcoli riportati nel successivo intervento da Capasso. Per i consiglieri di minoranza la questione, dunque, è genuinamente politica, ancora prima che contabile: il problema di gestione che essi rimarcano attiene alla politica e al fatto che negli ultimi anni molto, se non moltissimo, si sia speso, senza provvedere a rimpinguare le casse comunali e talvolta addirittura non considerando quanta liquidità ci fosse ancora a disposizione nel fondo. È proprio Capasso ad aggiungere che molto si sarebbe potuto fare per sensibilizzare la cittadinanza a pagare le tasse dovute, contribuendo alle casse comunali e dunque a una migliore erogazione dei servizi.

Il botta e risposta con l’assessore Lo Sapio, unico interlocutore della maggioranza, a parte il consigliere Esposito che pure si è speso in un intervento in difesa di quanto fatto nei cinque anni di governo, è proseguito per l’intero arco del consiglio. Il vicesindaco ha spiegato, raccogliendo l’approvazione della Iovine almeno nel merito tecnico delle risposte offerte, che i mancati introiti dipendono dal fatto che a Marigliano si dipende ancora da Equitalia e quindi dall’Agenzia delle Entrate, quello che Lo Sapio definisce “un carrozzone”, lasciando intendere il malfunzionamento di una macchina burocratica che stenta a decollare.

Proprio nel corso di uno degli interventi dell’assessore è venuto fuori che nei prossimi giorni, verosimilmente tra il 10 e l’11 agosto, dunque a ridosso di Ferragosto, arriverà a Marigliano un commissario (con relativa commissione d’accesso) che per quaranta giorni provvederà a svolgere un approfondito esame dell’attività amministrativa, ovviamente in seguito all’arresto e alle dimissioni dell’ex primo cittadino. Per questo motivo lo stesso Lo Sapio auspicava che il rendiconto venisse approvato, al fine di offrire al commissario una serie di atti completi e più utili al lavoro che lo attende. A questo punto, come suggerito anche dalla consigliera Iovine nel corso dell’assise, sembrano imminenti le dimissioni dell’intero consiglio e degli assessori: Marigliano è pronta a fare tabula rasa, in attesa delle decisioni della commissione, chiamata anche a stabilire se le elezioni comunali di settembre avranno luogo o meno.