Marigliano, gioie e dolori dei nativi digitali

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“C’erano una volta i millennials”. Potrebbe iniziare così una fiaba (post)moderna, dato che a farla da padrone, nel bene e nel male, sono oggi i cosiddetti “centennials”, ossia coloro i quali sono nati tra il 1995 e il 2010: una Generazione Z che è stata la prima ad avere un ampio accesso ad Internet fin dalla tenera età, la qual cosa implica che questi giovanissimi membri della società vivano in simbiosi con il digitale, associando le proprie esistenze e quelle degli altri a una realtà virtuale che talvolta è dissociante.

A pagarne le spese anche la comunità mariglianese, colpita nelle ultime ore da una vicenda che ha gettato nello sconforto i cittadini: è lunedì sera (29 ottobre 2018, ndr) quando il Sindaco Antonio Carpino annuncia – sia sulla pagina ufficiale che sul profilo personale – che nonostante l’allerta meteo le scuole della città rimarranno aperte, in quanto la Polizia Municipale, guidata dal neo comandante Emiliano Nacar, aveva comunicato che le situazioni di potenziale pericolo erano state risolte. A quel punto, dato che i Comuni limitrofi avevano invece diramato ordinanze di chiusura degli istituti scolastici, un’orda barbarica e dissacrante si è riversata sulla bacheca del primo cittadino, nel migliore dei casi invitandolo bruscamente a modificare la sua decisione, e nel peggiore addirittura schernendo, offendendo e ingiuriando il Sindaco. Pochi minuti dopo la situazione si è ripetuta nel momento in cui Carpino, nel rispetto delle indicazioni ricevute dal Prefetto, ha pubblicato un nuovo post con il quale annunciava la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale: lì, con una non trascurabile prepotenza e una violenza verbale acuita da un utilizzo volgare del dialetto, diversi presunti studenti hanno reagito al post con commenti riprovevoli e indegni, in perfetta sintonia con quelli di alcuni genitori. Una mancanza di rispetto nei confronti di quella che dovrebbe essere l’autorità che intercetta ed esprime anche una totale mancanza di autorevolezza da parte di chi è chiamato a educare le nuove generazioni, palesemente in balìa delle onde del mare digitale: “nave sanza nocchiere in gran tempesta”, come scrive Dante Alighieri.

“Ma io, caro amico, non potrò mai abbandonare gli studi che sono la mia unica speranza di vivere onoratamente quando sarò adulto […]”. Questo scriveva un giovanissimo Antonio Gramsci, in un tema di quinta elementare. Verosimilmente, da studenti, è “naturale” esultare quando si apprende che la propria scuola resterà chiusa per cause di forza maggiore, eppure risulta misteriosa questa esigenza di esternarlo: fa pensare quasi a una sorta di frustrazione, la quale è senz’altro alimentata dalla possibilità di scatenarsi sui social, in barba a ogni regola e autorità. Eppure, vale la pena ricordare che proprio pochi giorni fa, il 18 ottobre per l’esattezza, tra i vari provvedimenti adottati dal nuovo Comando di Polizia Municipale c’è anche la denuncia per diffamazione aggravata a mezzo stampa a carico di soggetti che hanno espresso commenti offensivi sui social nei confronti del corpo della Polizia Municipale e dell’amministrazione comunale: sarebbe dunque auspicabile passare dalle parole ai fatti dopo le incresciose vicende delle ultime ore.

Ciononostante, per fortuna in città si riesce a respirare anche un’aria diversa, migliore, e questo grazie all’impegno costruttivo di un giovane cittadino di talento: Sebastiano Davide Covone. Sebastiano ha appena 18 anni, è iscritto da pochissimo alla Facoltà di Fisica dell’Università Federico II di Napoli e la scorsa estate, in solo due giorni, ha realizzato il sito Campania Aria Monitor che semplifica e agevola la fruizione dei dati raccolti da ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania), nell’intento di dilettarsi con la programmazione e migliorare quella specifica competenza. Il sito, che a suo dire è incompleto e va considerato un semplice esperimento, rende un servizio davvero utile a tutti i cittadini interessati al livello di inquinamento atmosferico della città campana in cui vivono, e denuncia inoltre l’assenza della rilevazione della diossina presente nell’atmosfera, dati che purtroppo l’ARPAC non riporta sul proprio sito.

Profonde dicotomie di un’era nuovamente nichilista che incide soprattutto sulle nuove generazioni, salvate, come traspare evidentemente dall’esempio del giovane Sebastiano, dai talenti di una vita normale fatta di studio, sensibilità, passione e curiosità.

Clicca qui per guardare il video dell’intervista a Sebastiano Davide Covone.