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Una sorta di antefatto che delinea meglio il contesto di quel che è accaduto questa mattina a Marigliano, dove i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna ed i Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria di Roma hanno arrestato un dipendente comunale, è possibile ritrovarlo nella determinazione del Settore II del Comune, la n. 809 del 31 agosto 2018, pubblicata in Albo Pretorio.

Lì, in quel documento, il responsabile Angelo Buonincontri disponeva l’assegnazione e il rientro dei dipendenti comunali dall’Ufficio del Giudice di Pace di Marigliano. Con delibera n. 43/2013, preso atto della soppressione dell’ufficio del Giudice di Pace, la Giunta Comunale stabiliva di richiedere al Ministero della Giustizia il mantenimento dell’Ufficio, assumendo l’onere delle spese per il funzionamento e per l’erogazione del servizio di Giustizia, contribuendo anche al fabbisogno di personale amministrativo necessario a coprirne la dotazione organica. Successivamente, il 30 maggio del 2018, il sindaco Antonio Carpino comunicava al presidente del Tribunale di Nola i nominativi dei dipendenti da assegnare agli uffici del Giudice di Pace di Marigliano.

Tra le specifiche della nomina, in base alla normativa vigente, si legge che “all’atto della formale immissione nelle funzioni presso l’ufficio del giudice di pace i dipendenti si impegneranno ad osservare le direttive impartite dal capo dell’ufficio per l’organizzazione e l’esecuzione del lavoro, con particolare riguardo alla riservatezza degli atti e dei documenti trattati e formati ed al rispetto della privacy delle persone coinvolte”. Parole che oggi acquistano un sapore beffardo se si pensa che l’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal GIP presso il Tribunale di Nola nei confronti delle 15 persone ritenute responsabili (11 avvocati agli arresti domiciliari, 3 sospesi e appunto un dipendente comunale arrestato) parla di reati di corruzione, soppressione, distruzione e occultamento di atti pubblici, falsità in atti pubblici, uso di valori di bollo contraffatti e truffa ai danni dello Stato.

Ad ogni modo, la determina in questione stabiliva che a partire dal 4 settembre 2018 un dipendente sarebbe rientrato dal Giudice di Pace, mentre due dipendenti sarebbero stati assegnati ufficialmente all’ufficio di Giustizia, da qualche tempo collocato all’interno della cosiddetta “Casa del Fascio” (1937). Ancora oggi uno dei due è il dott. Guglielmo Albano, responsabile del Settore I del Comune di Marigliano, assegnato solo per due giorni alla settimana al nuovo ufficio, mentre l’altro è il dipendente per cui è scattata la custodia cautelare in carcere: un passato nell’ufficio Protocollo, da due anni cancelliere preposto all’Ufficio Iscrizioni a Ruolo del Giudice di Pace e, a quanto risulta dalle indagini, intento abitualmente a piegare l’esercizio delle sue funzioni alle esigenze della cerchia di avvocati suoi amici, i quali, grazie alla sua complicità, riuscivano a ottenere l’assegnazione dei fascicoli di cui erano patrocinatori al Giudice di Pace loro più gradito.

Grande sconcerto sul municipio, da cui fanno sapere che agli uffici non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale: di conseguenza ulteriori informazioni languono e le domande di amministrativi e politici (molti dei quali avvocati) si moltiplicano.
Seguiranno senz’altro sviluppi ma intanto il sindaco Carpino fa sapere che attende di approfondire la situazione prima di rilasciare dichiarazioni.