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Mariglianella, fase di stallo per Agrimonda: proseguono gli odiosi rimpalli tra le istituzioni

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Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, svoltosi lo scorso 30 novembre, il gruppo consiliare di minoranza “Idee in Comune”, guidato dalla consigliere Luisa Cucca, candidata a sindaco che ha conteso ad Arcangelo Russo la carica di primo cittadino, ha presentato una interrogazione tesa a ricevere un aggiornamento in merito alla vicenda Agrimonda. I consiglieri Cucca, Principato, Stringile e Cervone, firmatari dell’interrogazione, hanno chiesto all’attuale maggioranza di rispondere a quattro domande, visto che l’attuale sindaco e l’assessore competente in materia di ambiente (Rocco Ruggiero) hanno fatto parte anche della precedente amministrazione Di Maiolo, oggi consigliere regionale, e dovrebbero quindi conoscere molto bene la situazione.

Di seguito i quesiti presentati dai consiglieri, che alla loro formale richiesta di interrogazione orale auspicavano una risposta adeguata (e altrettanto orale) in diretta:

  1. Se si è che a conoscenza che sul sito in questione vi è “un acquitrino maleodorante” che continua ininterrottamente a provocare la formazione e proliferazione di microrganismi e insetti, presenza di animali infestanti che sono attratti dall’acqua oltre ai fenomeni putrefattivi maleodoranti, creando una situazione igienico-sanitaria allarmante, in aggiunta alle onnipresenti esalazioni gassose (fitofarmaci) che da tempo rendono l’aria irrespirabile;
  2. Quali provvedimenti ha assunto (l’amministrazione, ndr), nell’attesa della procedura di affidamento della Regione Campania, per la messa in sicurezza del sito, al fine di tutelare la salute dei residenti dell’area;
  3. In merito al ruolo di responsabilità del sito ex Agrimonda, ad oggi qual è la competenza del Comune di Mariglianella;
  4. Ai sensi dell’art. 250, del d.lgs. 152/2006, si chiede se sono state avviate tutte le procedure in danno, per il recupero delle somme, della prima fase della messa in sicurezza del sito ex Agrimonda”.

“I cittadini attendono risposte – dichiara la consigliera Pina Principato, tra i firmatari dell’interrogazione – E a questo punto, oltre a una relazione tecnica di cui sappiamo già tutto, mi sarei aspettata anche e soprattutto una risposta politica di responsabilità da parte della maggioranza”. Cosa che però non sembra essere avvenuta, complice anche il clima isterico in cui si è svolto il consiglio comunale, da remoto. Poco edificanti alcune uscite dei rappresentanti dei cittadini, impegnati in un question time breve ma intenso, e che avrebbe meritato migliore sorte considerato il delicato tema. La buona notizia è che finalmente Agrimonda arriva sui banchi della pubblica assise, quella cattiva è che probabilmente, come ha sottolineato anche il presidente del consiglio, una interrogazione non può bastare a esaurire l’argomento, ma nemmeno a sviluppare un dibattito: di conseguenza l’auspicio che i consiglieri di minoranza presentino prossimamente un punto all’ordine del giorno, al fine di discutere con la maggioranza dell’annosa e ormai surreale vicenda.
Una cosa però è già sicura: le chiacchiere ormai stanno a zero, e qualunque parola pronunciata su Agrimonda ha un peso specifico notevole, ma non cambia di una virgola il contesto di assoluta e vergognosa emergenza ambientale vissuta sulla pelle dei cittadini.

“È scandaloso – scrive Ciro Tufano del Comitato Ambiente e Territorio – che i nostri amministratori, dai comuni alla Regione Campania, non riescano a pianificare in modo organico gli interventi per risolvere i tanti inconvenienti presenti nell’area del sito ex Agrimonda. Soprattutto bisogna finirla (dopo circa due anni) con il rimpallo delle competenze. In ballo c’è la salute delle persone”. Ricorre a tutti gli strumenti che un cittadino esasperato può avere a disposizione, Ciro, pur di pretendere la dignità che merita dalle istituzioni: per questo motivo lo scorso 2 dicembre, 35 giorni dopo l’ultimo sollecito, Tufano ha anche inviato una diffida al sindaco di Mariglianella, Arcangelo Russo, invitandolo per l’ennesima volta (entro 30 giorni) a dare risposte concrete, non ultimo anche sulla relazione da inviare periodicamente al commissario ad acta insediatosi presso il comune, come da indicazioni del difensore civico.

Intanto, in consiglio comunale è arrivata almeno la risposta dell’assessore al ramo, Rocco Ruggiero, il quale ha fatto appello alle difficoltà imposte dall’emergenza sanitaria da Covid19, che avrebbe rallentato ulteriormente l’iter burocratico. L’assessore ha anche comunicato di aver inviato, lo scorso 20 novembre, una nota alla Regione Campania, chiedendo in sostanza un nuovo intervento sul sito: un film già visto però il 3 luglio scorso, quando la Regione intervenne per una ulteriore messa in sicurezza, prosciugando l’acquitrino e invitando il Comune di Mariglianella a ritirare le chiavi del sito, sostanzialmente passando il testimone e le responsabilità. Da allora, però, nulla di fatto.

“È pur vero che la Regione Campania, in virtù di una convenzione sottoscritta con il Comune di Mariglianella nel dicembre 2013, si è impegnata come soggetto attuatore della rimozione anche alla caratterizzazione del sito, ma non come soggetto competente ai sensi dell’art.252 del DLgs 152/06”, sottolinea ancora la consigliera Principato.

Dunque, in attesa dell’apposita procedura di gara che faccia scattare l’attuazione del Piano di Caratterizzazione redatto da ARPAC, quando e come si provvederà a risolvere il problema dell’acqua stagnante, a quasi sei mesi dall’ultimo intervento della Regione?
“Il Sindaco – conclude Pina Principato di Idee in Comune – dovrebbe garantire il rispetto delle condizioni di presidio ambientale dell’area, della corretta custodia del sito, anche per la prevenzione del rischio di incidenti igienico-sanitario. Non bastano i solleciti che si inviano alla regione: si dovrebbe intervenire sul sito e poi richiedere il recupero delle somme a chi di dovere. La preoccupazione nostra è che stiamo spendendo soldi pubblici dei cittadini su un sito di proprietà privata”.

L’ultimo aggiornamento riguarda la risposta, da parte del sindaco Russo, alla diffida mossa dal cittadino Ciro Tufano: una nota del responsabile del servizio ambiente ed ecologia, dott. Giovanni Del Gaudio, che merita però un ulteriore approfondimento.