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Dott.ssa Teresa Esposito
Medico Chirurgo Specialista in Biochimica clinica e Genetica molecolare

Dietologia clinica
V Commissione Sanità Consiglio Regionale della Campania

Quando parliamo di prodotti di stagione pensiamo subito a frutta e verdura ma non alla scelta del pesce e di tutti gli altri prodotti ittici. Bisognerebbe, invece, farsi guidare dal calendario anche nella scelta dei tipi di pesce. Ogni periodo dell’anno ha una specie più giusta da consumare.

È importante considerare tutto questo non solo per evitare di impoverire i mari e per consentirne il ripopolamento visto che la pesca è permessa solo nei periodi che vengono fissati dalla biologia marina anno per anno, ma  anche le taglie minime per ogni pesce  catturato, le quali vengono stabilite allo stesso modo, in maniera tale da pescare solo esemplari adulti che hanno terminato la loro fase di riproduzione.

Il pesce fresco subisce grandi variazioni stagionali dal punto di vista organolettico e delle sue proprietà nutrizionali, soprattutto per quanto riguarda il tenore in grassi, compresi i famosissimi Omega 3 che aumentano nella fase di riproduzione e nella stagione fredda. In questo periodo estivo, in particolare ad agosto, nel mar Mediterraneo è possibile pescare naselli, dentici, saraghi, aguglie, spigole, orate e sugarelli.

Ogni zona costiera d’Italia ha poi le sue specialità stagionali, come per esempio in Puglia in Calabria, dove non manca mai il polpo, oppure a Messina dove è abbondante il pesce spada.

È importante rivalutare anche alcune altre specie di grande qualità come la lampuga, il cefalo o il pesce sciabola, specialità ancora poco richieste ma molto buone e ricchissime in proprietà nutritive, nonché povere di grassi. Il consumo di questi pesci è importante per l’ambiente perché, essendo pesci nostrani, si evita di aumentare la pressione sulle specie ittiche più richieste.

Ad agosto, in particolare, troviamo maggiormente lo sgombro italiano ma non sono da meno i mitili, forse un po’ più ricchi in grassi ma comunque ottimi come le vongole e i lupini ma soprattutto le telline, presenti su tutta la nostra costa sabbiosa.

E i ricci di mare? Il riccio di mare è un echinoderma con corpo formato da uno scheletro rigido provvisto di aculei: il colore può essere variabile in funzione della sottospecie ma non è sempre possibile pescarli e quindi consumarli. Lo si riesce a trovare tutto l’anno ma se vogliamo fare un acquisto sostenibile prediligiamo i mesi da luglio a dicembre: il prodotto è comunque disponibile ma fuori dal suo periodo di riproduzione.

D’ora in avanti, quindi, quando il vostro medico vi consiglia di mangiare di stagione, pensate a frutta, ortaggi ma anche al pesce.