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Tre decessi soltanto ieri, altri due nei giorni scorsi. Erano anziani con importanti patologie pregresse, tutti. Ma per quel che riguarda quattro di loro nessuno dei medici curanti ha ritenuto di attivare la procedura per il Covid 19, né di richiedere un tampone.

Un tampone in verità è stato richiesto da un medico di base per un ospite della struttura tenuta dai domenicani, ma il paziente in questo caso è vivo e sta abbastanza bene, salvo il fatto che dopo giorni l’esame richiesto non è stato ancora effettuato. Tra gli ultimi tre pazienti deceduti, tutti nella giornata di ieri, ve n’è uno per cui i parenti hanno richiesto l’esame autoptico. Sarà effettuato, come lo sono stati i tamponi post mortem per tutti i deceduti. Tamponi dei quali si attende ancora l’esito che probabilmente arriverà nella giornata di oggi o al più tardi domani. C’è da precisare che per tutti e tre i pazienti, seguiti in maniera ordinaria e costante dai medici di base, non è mai stato ritenuto necessario da questi ultimi attivare la procedura di richiesta per i tamponi.  Intanto però la prudenza, ai tempi del coronavirus, non è mai troppa, nonostante nella residenza anziani sia partita da tempo, già dai primi decreti del Governo e della Regione, tutta la prassi di prevenzione del contagio e il divieto di visite. Sanificazioni, protezioni per medici e personale, cautela. Dunque partirà da questa mattina l’isolamento fiduciario per la durata di quattordici giorni di tutti gli ospiti degenti e non, del personale sanitario, parasanitario e ausiliario della casa di cura. Tutti dovranno sottoporsi al protocollo sanitario che l’Asl indicherà, ma intanto si aspettano i risultati dei tamponi. Se uno, più di uno o tutti si riveleranno positivi si comincerà poi a ricostruire contatti e ad adottare misure precauzionali più stringenti; se dovessero essere negativi, le misure che partono oggi dovrebbero decadere. L’isolamento fiduciario è stato disposto dal commissario prefettizio Stefania Rodà e notificato ieri sera dalla polizia locale al legale rappresentante della Rsa, ossia il priore dei domenicani padre Alessio Romano.  Il priore ha a sua volta, questa mattina, disposto che per nessun motivo chiunque (medici, degenti, personale) lasci la struttura. “Ho invitato tutti alla tranquillità e alla prudenza – dice padre Alessio – attendiamo l’esito dei tamponi e continuiamo ad assistere i residenti dei quali nessuno, nemmeno il paziente per cui alcuni giorni fa fu richiesto dal medico di base il tampone, mostra sintomi preoccupanti. Se uno o più esami dovessero rivelarsi positivi, sarà l’Asl a dirci cosa fare e si attiveranno anche tutte le procedure per mettere in sicurezza degenti, medici, personale e a questo punto anche i loro familiari”.