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Soluzioni efficaci da prendere a livello locale. Tre settori decisivi.

Chi ha detto che siamo destinati a restare prigionieri dell’inquinamento dell’aria ? La mal’aria italiana, invece,  può essere combattuta. Ci sono tre leve a disposizione,alla sola condizione che si voglia fare sul serio. Non fa piacere che a Napoli l’Azienda dei trasporti pubblici stia fallendo  sotto 1,3 miliardi di debiti. Che i suoi bus non circolino come dovrebbero, con la conseguenza di  maggiore inquinamento da gas di scarico. La rivoluzione arancione- ambientalista ha fallito un obiettivo primario.Dunque, tre soluzioni a portata di mano proposte dalla Federazione dei servizi pubblici. Al primo posto la mobilità, poi il riscaldamento , infine l’efficienza energetica. Il Parlamento sta per approvare una nuova strategia energetica che tocca tutto e tutti. Vedremo cosa ne uscirà. Giovanni Velotti presidente della Società Utilitalia che tiene insieme i gestori di ambiente , acqua ed energia, parla di soluzioni note e disponibili. Altroché ! Sono i poteri locali che non decidono , che sprecano occasioni d’oro. Il Ministro dell’ Ambiente Gianluca Galletti ha detto che davanti ai disastri provocati dallo smog di questi giorni – Torino in testa- lui ci mette la faccia. Certo un volto dignitoso e molto impegnato. Però, non basta. Le azioni più efficaci vanno prese a livello locale. Ovunque  sono stati concepiti interventi di medio- lungo periodo , le cose sono migliorate. E  si torna alle tre soluzioni della federazione dei servizi pubblici. La mobilità urbana è il perno attorno al quale ruotano interessi economici, socialità, buon vivere, tranquillità. Come si vive in un posto dove non puoi aprire le finestre di casa perchè le variazioni climatiche impattano su un ambiente  compromesso ? Ci deve sempre pensare Roma, il governo centrale ? L’emergenza inquinamento ritorna periodicamente , perché i limiti consentiti vengono superati. Lo sono in maniera strutturale,  perché non si è capaci di programmare e prevenire in modo adeguato le emergenze. Nemmeno i blocchi  alle auto  servono più di tanto. Si deve agire sui principali fattori inquinanti e i poteri locali hanno tutte le possibilità di farlo: controlli, svecchiamento parco automezzi, uso di combustibili non inquinanti, regolamenti urbanistici ecocompatibili e via dicendo. E’ tutto normato. In tre anni ,prevedono altri esperti, la situazione generale dell’Italia potrebbe migliorare. Una indicazione frutto di ricerche che può diventare  più che una speranza: un anno per ogni settore indicato da Federpubblica. ****