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martedì, Ottobre 19, 2021

L’equivoco del tuffo a Capri e i dubbi fugati da papà Sarri: così Higuain è diventato leggenda

Napoli secondo in campionato: il centravanti argentino entra nella storia ma il merito va anche alla squadra.

Cominciò tutto con un tuffo sullo scoglio. Contro lo scoglio, ad essere precisi. Sicuramente non dallo scoglio. Dalla barca di Paolo Cannavaro, sempre per essere precisi. Era fine agosto 2013, Gonzalo Higuain era arrivato da un mesetto a Napoli e Paolo Cannavaro lo invitò a stare con lui in barca, a Capri. Ad un certo punto gli disse: “Mi ha detto il mio agente che Amoruso è meglio di te”. Gonzalo non pensò nemmeno per un secondo che l’allora capitano del Napoli si riferisse al calcio giocato, al pallone. Chi era questo Amoruso? Chi lo conosceva. Pensò che Cannavaro si stesse riferendo alla nobile arte di fare i tuffi a cufaniello, in cui Amoruso senz’altro eccelleva. Ma lui è sempre stato un tipo orgoglioso e volle imitarlo. Anzi: superarlo. Non ci riuscì: si lanciò e si fece male. Moltissimo: qualche punto di sutura al volto. Nacque con un equivoco l’avventura di Gonzalo Higuain a Napoli. E di equivoco in equivoco è andata avanti: è forte? È decisivo? E’ utile? Ha carattere? E’ un leader?

Quanti dubbi, quante domande. L’anno scorso, poi, i preliminari di Champions saltarono proprio per il piedino incerto, per quel rigore calciato male proprio da Higuain. E quindi ancora dubbi e perplessità.

Poi è arrivato mister Maurizio Sarri. Dice che gli fa le cazziate e lui è contento: “Sembra mio padre”. E infatti le cazziate sono a fin di bene. Sarri è il padre, Higuain è il figlio e milioni di tifosi del Napoli sono i fratelli minori, scapestrati e in cerca di certezze: “I tuoi fratelli più piccoli hanno bisogno di te, devi dare l’esempio”. Il Pipita si è fatto carico della responsabilità e li ha fatto felici, questi fratelli minori un poco sbandati ma tanto affettuosi: secondo posto, Champions diretta, record assoluto di gol in campionato da quando esiste il calcio in Italia. Sabato, per la cronaca, è finita 4 a 0 contro il Frosinone.

Ma Higuain non è solo: ha fatto 36 gol, vuol dire che i suoi compagni di squadra hanno giocato per lui, lo hanno cercato sempre, lo hanno tutelato e valorizzato. Lo hanno aspettato dopo la squalifica ed hanno portato a casa un piazzamento importante, che non è lo scudetto ma che nessuno avrebbe mai immaginato a inizio campionato. Per questo è giusto festeggiare il Pipita e il suo ingresso nella storia del calcio italiano dalla porta principale. Ma è ancora più giusto esaltare tutta la squadra. Tutti figli del burbero papà Sarri.

 

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