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Lavoro sommerso: tre denunce nel Vesuviano

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Lo sfruttamento della manodopera clandestina in alcuni opifici del napoletano ; lavoratori “a nero” costretti a produrre abbigliamento in locali privi dei requisiti previsti dalle leggi a tutela della salute: tre denunce tra Frattamaggiore e San Gennaro Vesuviano.

I Carabinieri di Frattamaggiore, coadiuvati dal personale del comando tutela del lavoro di Napoli, hanno effettuato servizi per contrastare lo sfruttamento di manodopera clandestina e verificare la corretta applicazione delle regole per la tutela della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Nell’ambito di queste verifiche è stato denunciato, in stato di libertà, un 60enne titolare di una ditta operante nel settore dell’abbigliamento.
L’uomo è ritenuto responsabile di varie violazioni in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché dell’impiego di manodopera abusiva.
Ed è ancora a Frattamaggiore che, durante un servizio di controllo del territorio, i militari del comando locale dell’Arma, hanno denunciato un pregiudicato 41enne del luogo e una 54enne di Cardito, quest’ultima titolare di una ditta operante nel settore dell’abbigliamento. L’uomo è stato fermato per controlli mentre percorreva una strada del paese alla guida di un motocarro; dalle verifiche fatte è risultato che il mezzo stava trasportando circa 400 chilogrammi di scarti di produzione tessile senza alcuna delle previste autorizzazioni.
Dagli immediati accertamenti effettuati per risalire all’origine dei rifiuti trovati, è stato accertato che la donna aveva ceduto i rifiuti provenienti dalla sua azienda al 41enne, che avrebbe provveduto a “smaltirli”, con ogni probabilità, sversandoli in aree pubbliche della cittadina.
L’automezzo e gli scarti tessili sono stati sequestrati.
Dello stesso tenore il lavoro svolto dai carabinieri di San Gennaro Vesuviano che hanno effettuato servizi per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso in collaborazione con personale della direzione territoriale del lavoro di Napoli, ASL Napoli/3 Sud e dell’ufficio INPS di Nola.
Il risultato dell’operazione ha portato alla denuncia di una 29enne originaria del Bangladesh residente a San Gennaro Vesuviano.
La donna, è titolare di un opificio tessile viene ritenuta responsabile di avere occupato alle sue dipendenze 3 lavoratori stranieri irregolari e di aver utilizzato un locale avente destinazione d’uso diversa dall’effettivo utilizzo.
Nel corso dei controlli sono state contestate diverse violazioni ed e’ stato adottato provvedimento di sospensione dell’attività che risulta non rispondente ai requisiti previsti dalla legge riguardanti l’idoneità dei locali per la salute e la sicurezza previsti per i luoghi di lavoro.

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