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L’area del convento è, ormai, in disuso. La notizia dell’imminente passaggio della struttura dall’Istituto delle Figlie della Carità alla Parrocchia di S. Michele Arcangelo ci viene confermato, in queste ore, dal parroco Sac. Don Nicola De Sena.

Sulla fondazione del Convento della Madonna del Carmine di Somma ebbe un ruolo rilevante il napoletano e carmelitano Alfonso Zozo (+1558, Napoli), Maestro e Dottore in Teologia. Nel 1550 il frate carmelitano divenne priore del Convento del Carmine di Napoli e, tra il 1552 e il 1555, fu nominato priore della Provincia di Napoli e Basilicata. Il Monastero di Somma – come riferisce il Padre carmelitano Mariano Ventimiglia nella sua opera Degli Uomini Illustri del Regal Convento del Carmine Maggiore di Napoli, Napoli, 1756, pag.242 – fu edificato circa l’anno 1530 nella città di Somma in un luogo consistente in alcuni giardini e case, (che) sin dall’anno 1470 fu donato al Carmine di Napoli da Donna Carmosina Cicinelli, Dama Napoletana, alla cui fondazione concorse il nostro Alfonso, non solo colla sua industria e fatica, ma anche con proprio denaro e ne fu Priore per lo spazio di quindici anni. Il padre carmelitano madrileno Giovan Battista de Lezana, nel tomo IV degli Annales Sacri, Romae 1656, ci riferisce che già nell’anno 1507 vi era in Somma un monastero carmelitano. A tal riguardo, il 15 giugno del 1507 il nobile Luca Matteo Caraccioli venne nominato Priore e Vicario generale del Monastero di Somma. E’ facile, quindi, che l’antico Convento del 1507 era stato abbandonato dai Padri Carmelitani oppure i frati si erano trasferiti nella nuova struttura edificata nel 1530. Comunque, il convento, sin dalla sua origine, fu grancia (struttura produttiva) soggetta alla giurisdizione del Carmine di Napoli; nel 1725, passò alla nuova Provincia Napoletana Carmelitana insieme ad altre strutture.

A partire dal 1774, la chiesa annessa al convento ospitò il beneficio della vicina parrocchia di San Michele Arcangelo, che era stata distrutta da numerose calamità naturali. Nel convento, invece, già dal 1596, operava una laica confraternita denominata Santa Maria del Carmine sotto il titolo della Madonna della Libera. Nel 1809 il convento fu soppresso per volere delle leggi francesi ed i beni furono incamerati dal Regio Demanio, per poi essere assegnati a Padri Domenicani di Napoli. Nel 1822, l’Amministrazione del Patrimonio Regolare (istituito nel 1821), col consenso dei Padri Domenicani di Napoli, concesse il convento all’ operante parrocchia di S. Michele Arcangelo, che estese così il suo beneficio su tutto l’intero complesso. All’epoca il convento comprendeva cinque camere abitabili, altri locali fatiscenti, il chiostro, una piccola cappella e un locale tenuto a censo dalla confraternita sopra citata. Il 24 agosto 1857, il notaio Carmine de Falco di Somma stipulò l’istrumento con il quale la Baronessa Marianna Parisi, vedova del nobile avvocato D. Filippo Cianciulli (1775 – 1852),  acquistò i locali del ex-convento, tranne quello del laico sodalizio, per cederli allo stabilimento religioso delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Fu un atto di profonda carità. Esse – come riferisce Giorgio Cocozza – vestivano di turchino con la caratteristica e ampia cuffia bianca, a punta rigida e spiovente ai due lati. Il nuovo istituto Cianciulli, oltre alla premurosa attività assistenziale e di beneficenza, si occupò prevalentemente, con un proprio asilo, dell’educazione dei fanciulli e delle numerose giovinette, che quotidianamente frequentavano i laboratori d’arte del ricamo e del merletto, sotto l’esperta guida delle tenerissime consorelle. Le Figlie della Carità ressero l’ istituto anche dopo la seconda guerra mondiale, riscuotendo, sempre di più, l’apprezzamento e il plauso del popolo sommese. Nel 1967, il Consiglio dell’ Istituto delle Figlie di Maria attuò la decisione di ritirare le proprie suore dal convento di Somma, gettando la comunità nel più profondo sconforto. All’inizio del 1968, in comodato d’uso, si insediarono le reverende Suore Catechistiche del Sacro Cuore di Casoria, che continuarono l’attività educativa dei più piccoli. Questa congregazione era stata fondata nel 1905 dalla religiosa Giulia Salzano (1846 – 1929). Beatificata nel 2003 da Giovanni Paolo II, fu canonizzata nel 2010 grazie ad un eclatante miracolo a favore di un’inferma di Afragola. Ancora oggi in città è vivo il ricordo dell’asilo gestito da Suor Mariangela, Suor Erminia, Suor Mercede e Suor Gaudenzia, che, con la loro accoglienza e la profonda disponibilità, ressero il convento fino al 2006. Poi l’ulteriore abbandono per mancanza di iscrizioni all’asilo.

La notizia dell’imminente passaggio della struttura dalle Figlie della Carità alla parrocchia di San Michele Arcangelo ci viene confermata, in queste ore, dal reverendo parroco Don Nicola De Sena. Il complesso – precisa Don Nicola –  si concentrerà esclusivamente sulla pratica educativa, perseguendo l’interesse storico che lo ha sempre contraddistinto nella sua lunga storia.