Home Politica Economia e Lavoro La Regione annuncia: lavoro per i CUB ad aprile. Sbloccati 28 milioni

La Regione annuncia: lavoro per i CUB ad aprile. Sbloccati 28 milioni

2029
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In questi giorni la vertenza degli operai del Consorzio regionale Unico di Bacino dei rifiuti – 1200 persone di Napoli e Caserta da cinque anni senza incarichi e salario – ha avuto il suo epicentro ad Acerra, dove l’operaio Giovanni D’Errico si e’ asserragliato per quattro giorni di seguito sulla gru di un cantiere comunale, a trenta metri d’altezza. D’Errico poi da quella gru e’ sceso, l’altro ieri. E ieri pomeriggio è stato ricevuto a palazzo Santa Lucia dal vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, che ha la delega all’igiene pubblica. Durante il faccia a faccia l’esponente dell’esecutivo guidato da Vincenzo De Luca ha annunciato che tra un mese a mezzo dara’ lavoro ai 1200 operai CUB. L’impiego sara’ pero’ a tempo: 18 mesi di incarichi da ricoprire nell’ambito del servizio di raccolta differenziata e di sorveglianza delle discariche e delle operazioni legate alla rimozione delle ecoballe. L’iniziativa occupazionale e’ stata resa possibile dalla sblocco di circa 30 milioni di euro. I 1200 addetti del Consorzio Unico di Bacino, ormai in liquidazione e con i conti correnti del tutto bloccati, potranno essere reclutati nell’operazione prestando servizio a partire dal mese di aprile. Per un anno e mezzo il loro salario medio sara’ di 1300 euro lordi al mese, una vera manna dopo anni di quasi completa miseria. Una poverta’ iniziata con l’avvento della ex giunta regionale Caldoro, che attraverso l’ex assessore al lavoro Severino Nappi decise di tagliare i cosiddetti “rami secchi dell’assistenzialismo” nei servizi pubblici. Tra questi rami secchi venne identificato anche il Consorzio Unico di Bacino, messo quindi in liquidazione con la benedizione della ex giunta di centrodestra. A quel punto, era il 2013, circa 1200 operai, reclutati nel 2005 dalla ex giunta campana di centrosinistra guidata da Antonio Bassolino, si ritrovarono quasi di colpo senza soldi e senza incarichi. E’ stato da allora che e’ iniziata la lotta degli addetti Cub di Acerra, che nella citta´ dell’inceneritore sono 94. Una lotta segnata da momenti molto drammatici e di cui e’ stato principale protagonista l’operaio Giovanni D’Errico, cinquantenne separato e con una figlia di 17 anni. Qualche giorno fa la figlia di D’Errico ha scritto al padre una lettera commovente attraverso cui ha confessato tutta la sua sofferenza nel vedere il padre ridotto in quelle condizioni, arrampicato su una gru per giorni allo scopo di rivendicare il diritto al lavoro. “Ora si tratta di controllare che tutto vada per il meglio – hanno commentato i lavoratori del consorzio inquadrati nel cantiere di Acerra, ieri sera, al termine dell’incontro con Bonavitacola – del provvedimento – hanno aggiunto – erano gia’ stati avvisati i sindacati che hanno partecipato all’incontro “. Dal canto suo il vicepresidente della giunta regionale ha fatto alcune precisazioni alla fine della riunione. “Si tratta di una iniziativa – ha spiegato Bonavitacola – che la giunta regionale aveva gia’ predisposto da tempo”.