L’ M5S a Casavatore, Di Maio: “Non è una questione di centrodestra o centrosinistra: è una questione di onestà”

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Luigi Di Maio nella biblioteca di Casavatore

La mappa dei pentastellati è quella delineata dalla Dda. Ma che abominio!  

Gli indagati del comune di Casavatore nell’inchiesta della Dda di Napoli sul voto di scambio politico mafioso, che coinvolge anche esponenti dei clan degli “scissionisti” e dei “girati”, figurano non solo nell’ambito della municipalità locale, attorno all’ex candidato a sindaco democrat Salvatore Silvestri. Si trovano anche nello staff di Valeria Valente, vincitrice delle inquietanti primarie del centrosinistra a Napoli, e in quello dell’assessore regionale al Lavoro della giunta De Luca, Sonia Palmeri. Poi ci sono i camorristi che avrebbero appoggiato il sindaco Udc Lorenza Orefice. Questa impietosa mappa della camorra che appoggia e si infiltra nei partiti di Casavatore, comune a nord i Napoli, è stata delineata ieri, nella biblioteca comunale di via Marconi, nei suoi minimi particolari da alcuni parlamentari e consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio in testa. “Siamo arrivati al punto – ha detto il vicepresidente della Camera dei deputati – che due clan a Casavatore hanno determinato i vari schieramenti alle elezioni comunali. Ormai – ha concluso il leader pentastellato – non è più una questione di centrodestra o centrosinistra: è una questione di onestà”.