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Mentre i dati del rilevamento delle polveri sottili (l’ultimo è quello relativo al 9 gennaio) sono ancora molto preoccupanti in particolare per il territorio di Acerra, si arricchisce di nuovi capitoli questa fase dell’emergenza rifiuti a Napoli. Il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, ieri sera ha infatti disposto l’invio nel termovalorizzatore degli ispettori ministeriali, che sono quindi entrati nell’impianto insieme con i carabinieri del NOE, il nucleo operativo ecologico. L’obiettivo è stato quello di verificare la correttezza delle operazioni di incenerimento delle centinaia di tonnellate di rifiuto “tal quale” proveniente da Napoli, dove si sta consumando una brutta emergenza sanitaria a causa di una serie di non ancora molto ben chiarite cause tecniche ed organizzative. Gli ambientalisti, ma anche il PD locale, avevano a questo proposito messo tutti in guardia sul rischio che tra i rifiuti di Napoli potessero finire pure quelli pericolosi, che per legge non possono terminare nel forno. Poi però, sempre nella stessa serata di ieri, c’è stato un piccolo colpo di scena, sia pure preceduto da una precisa richiesta del Comune di Napoli. Questo perchè la Regione Campania, su domanda appunto della municipalità partenopea, ha deciso per la sospensione dell’invio nell’inceneritore dei rifiuti provenienti dal capoluogo, che stavano entrando da due giorni nel forno dell’impianto senza prima passare per gli ormai malfunzionanti stir, gli impianti di preparazione del combustibile derivato dagli scarti urbani e destinato al termovalorizzatore. Dunque: nella grande struttura brucia rifiuti non sta entrando più il cosiddetto, quanto temuto, “tal quale”. A confermarlo sono stati stamattina due esponenti dei Verdi della Campania, il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, e Vincenzo Peretti, che hanno a loro volta ispezionato l’inceneritore, forno zeppo di rifiuti compreso, e controllato i dati delle centraline piazzate sui camini. “Premettiamo che siamo contro gli inceneritori e le politiche di incenerimento – hanno precisato i due politici – ma dobbiamo anche far sapere in tutta onestà che non abbiamo rilevato nulla di anomalo nel termovalorizzatore: non c’erano i tanto temuti rifiuti pericolosi e le centraline dei camini riportavano dati del tutto conformi alla legge e per nulla preoccupanti”. Borrelli ha anche riferito che l’A2A ha reso noto un nuovo stop programmato per manutenzione: la terza linea del termovalorizzatore si fermerà dal 14 febbraio al 5 marzo, per venti giorni quindi. Sarà l’ ennesimo  stop dopo quello, più lungo, che per la manutenzione della turbina ha costretto l’impianto a restare in questo caso completamente paralizzato per tutto il mese di settembre e per i primi giorni di ottobre. Intanto i due treni e la nave che le autorità di Napoli sono riuscite a recuperare per smaltire il resto dei rifiuti rimasti a terra nel capoluogo stanno per entrare al lavoro allo scopo di salvare il capoluogo da questa ulteriore emergenza. A ogni modo non è stato ancora reso noto l’esito dell’ispezione ministeriale nell’inceneritore per cui nulla di ufficiale si sa ancora sulla regolarità o meno delle attività dell’impianto effettuate in questi ultimi giorni. Oggi pomeriggio c’è stata una nuova ispezione. Stavolta i carabinieri del NOE sono entrati nella struttura del Pantano insieme con i tecnici dell’Arpac, l’Agenzia per la protezione ambientale. Si trovano ancora all’interno. Nelle prossime ore se ne saprà di più.