Il viaggio di nozze di Cesare e Cleopatra lungo il Nilo…

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Il viaggio si svolse nella primavera del 47 a. C.. La regina era già incinta: al bambino sarebbe stato dato il nome di Cesarione. Secondo gli storici, Cleopatra conquistò Cesare non solo con la sua bellezza, ma anche con il coraggio e la risolutezza con cui disegnava e realizzava i suoi progetti. Correda l’articolo il quadro che il pittore francese Gerome dedicò alla scena in cui Cleopatra esce dal sacco e appare a Cesare.

 

Sconfitto a Farsalo, Pompeo fuggì in Egitto, sperando che Tolomeo XIII e i suoi ministri, memori dei favori ricevuti, lo aiutassero. Ma gli smemorati lo uccisero, nella certezza che Cesare, il vincitore di Pompeo, si sarebbe schierato dalla loro parte nella guerra civile che essi stavano combattendo contro le truppe di Cleopatra, sorella e moglie di Tolomeo, e regina d’Egitto. Ma l’astuzia e la sapienza di Cesare erano vette irraggiungibili per Tolomeo e i suoi ministri. Quando Teodoto gli mostrò la testa troncata di Pompeo e l’anello con il sigillo, il Romano scoppiò in lacrime e allontanò il messo di Tolomeo con un plateale gesto di disprezzo. E per rendere ancora più confuse le idee degli Alessandrini, prima concesse il suo perdono e la libertà a tutti i Pompeiani che i ministri del giovane re avevano fatto imprigionare e poi finse di voler mettere pace tra Tolomeo e la sorella- moglie. Cleopatra, che con le sue truppe stava a Pelusio, bloccata dai soldati del fratello – marito, decise di andare a conoscere Cesare: era l’ottobre del 48 a.C. Ma per entrare in Alessandria, la regina doveva superare i posti di blocco schierati intorno alla città da Achilla e da Plotino, i ministri del fratello che la odiavano con una intensità particolare. Un servo fidatissimo, il siciliano Apollodoro, la guidò, su una nave, da Pelusio al porto di Alessandria, e poi, su una barca, fino al molo più vicino al Palazzo in cui Cesare alloggiava. Sul molo il siculo avvolse Cleopatra non in un tappeto, come ho letto da qualche parte, ma, come scrive Plutarco, “in un sacco per le coperte”, legò il fagotto con una cinghia, se lo caricò sulle spalle, e, comportandosi come un servo del Palazzo, si fece accompagnare dai soldati Romani nell’appartamento di Cesare. E davanti a Cesare posò a terra il fagotto, sciolse il nodo della cinghia, e dal sacco uscì, come Venere dalle acque, Cleopatra.Era fatale che Cesare venisse conquistato non solo dalla bellezza e dalla grazia della regina, ma anche dal coraggio e dalla risolutezza che ella aveva manifestato nel progettare e nel realizzare l’impresa. Quando si seppe che il condottiero Romano aveva incontrato Cleopatra e ne era rimasto affascinato, Achilla e l’eunuco Plotino organizzarono un complotto per eliminare Cesare. Che però venne messo in guardia dal suo barbiere, il quale, scrive Plutarco, “per la sua paura, nella quale superava tutti, non lasciava nulla senza controllo, ma ascoltava tutto e in tutto metteva le mani”, e perciò aveva saputo che i ministri di Tolomeo erano pronti ad attentare alla vita di Cesare. E Cesare non si fece sfuggire l’occasione che i cortigiani di Tolomeo gli offrivano. Scatenò la guerra, incendiò la flotta di Tolomeo, e le fiamme distrussero una parte della Biblioteca di Alessandria: una parte notevole, forse: lo dimostrerebbe il fatto che in seguito Marco Antonio donò a Cleopatra quasi tutti i volumi della Biblioteca di Pergamo. Alla fine Tolomeo XIII e i suoi vennero eliminati, e Cleopatra divenne la sola regina d’Egitto, pur condividendo formalmente il trono con il fratello undicenne, Tolomeo XIV. Sebbene la situazione in Italia e nel Mediterraneo non fosse tranquilla, Cesare rimase in Egitto a lungo, anche perché Cleopatra era incinta, e il padre del bambino, che sarebbe stato chiamato Cesarione, era certamente Cesare. Nella primavera del 47 a.C. Cleopatra – Iside, e Cesare, che gli Egiziani consideravano ormai una incarnazione del dio Amon, risalirono il Nilo su una nave sfarzosa, che “era provvista di cabina con letto nuziale” (Svetonio) e che era lunga, scrive Ateneo, quasi 70 metri: parecchi ordini di remi spingevano questo palazzo galleggiante, in cui c’erano grotte, giardini, tempietti e sale per i conviti. Scortava la nave “nuziale” una flotta di almeno 400 navi, scrisse Appiano, a cui piaceva esagerare con i numeri: l’immenso corteo giunse fino ad Assuan e alla prima cateratta del Nilo. Qui, scrisse Svetonio, i soldati romani incominciarono ad agitarsi e Cesare capì che bisognava tornare indietro. Secondo il Vandenberg e il Gozzoli, il condottiero Romano decise di intraprendere questo viaggio per dimostrare agli Egiziani che Cleopatra godeva del sostegno totale di Roma, e per saziare la propria sete di conoscenza: gli studiosi cercano di immaginare quali siano stati i pensieri e i sentimenti di Cesare quando a Eliopoli vide, per la prima volta, le Piramidi e la Sfinge e seppe che i giganteschi monumenti già esistevano prima ancora che Roma fosse fondata. In seguito Cesare invitò Cleopatra a Roma: ma di questo viaggio parleremo in un altro articolo.