Gli orizzonti dell’I.C. “46° Scialoja-Cortese” sono quelli dei valori della legalità

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Importante è la decisione della Dirigente Scolastica, dott.ssa Rosa Stornaiuolo, importante studiosa del sistema della Scuola,  e dei docenti di organizzare un Campo Estivo, intitolato “Il profumo della legalità”,  e di ricordare con una luminosa manifestazione la strage di via D’Amelio e il sacrificio di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta. Il tema della legalità consente alla Scuola di aprirsi al territorio e conferisce organicità e profondità all’attività didattica.

 

L’I.C. “46° Scialoja Cortese” di San Giovanni a Teduccio è un Istituto aperto al territorio e profondamente inserito nella comunità: e non nei termini di un’attenzione superficiale e discontinua, ma con progetti articolati che tengono conto della natura dei problemi, dei modi idonei a sollecitare l’interesse e l’attenzione degli allievi, e degli strumenti efficaci che consentono agli allievi di confrontarsi concretamente con la realtà e con sé stessi. Nel giorno del 30° anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, dove vennero uccisi Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta, nella sede dell’ Istituto è andato in scena il 1° atto di “Il profumo della legalità”, il Campo Estivo che ha concluso l’attività dell’anno scolastico 2021- 22, e che, al termine delle attività didattiche, ha consentito a circa 140 alunni, tra i 5 e i 13 anni, di frequentare i laboratori di musica, canto, coding, robotica, hip hop e ballo, lettura e storytelling, scrittura creativa ed arte, pallavolo e teatro.E’ stato organizzato un laboratorio anche per i genitori, che, alla fine del percorso, potranno ottenere la certificazione informatica. Giustamente la Dirigente Scolastica, la dott.ssa Rosa Stornaiuolo, può dire che “la nostra scuola non ha mai chiuso le porte al territorio”. Questo sereno giudizio di una Dirigente che è anche profonda studiosa dei principi dell’educazione scolastica noi lo usiamo come garbata risposta a chi da qualche tempo conduce una polemica chiassosa e sterile contro le vacanze “lunghe” dei docenti. Ma in realtà le parole della dott.ssa Stornaiuolo nascono dalla convinzione della studiosa che l’attività scolastica e il rapporto degli alunni con la Scuola non si interrompono mai, poiché l’azione educatrice e l’esercizio dell’apprendimento sono, diceva Daniel Pennac, una sinfonia che non ammette né pause, né salti. Così la prof.ssa Rossella Paciolla, docente dell’Istituto, ha descritto il momento più importante della manifestazione: “Il Summer Camp con il suo profumo della legalità, ha visto esibirsi rose, primule, margherite, tulipani, papaveri e girasoli, sotto lo sguardo compiaciuto dei genitori, dei familiari e del Presidente della VI Municipalità, Sandro Fucito e dell’Assessora alla Scuola, alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili della Regione Campania, Dott.ssa Lucia Fortini.  Dopo una parata iniziale, che ha portato i ragazzi al centro della scena, si è celebrato il doveroso e commosso ricordo della vicesindaca Mia Filippone, sempre dalla parte dei giovani e della scuola, scomparsa pochi giorni fa, e dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; il 1992 fa parte della nostra storia, è una ferita che sanguina ancora sul corpo del nostro Paese. Forse non tutti i ragazzi conoscono quanto sia accaduto in quell’anno, ma sicuramente, anche grazie ad iniziative come questa, operata nel cuore di un istituto di frontiera, alla periferia Est di Napoli, sarà possibile affermare che “…Le loro idee camminano sulle nostre gambe…”, così come citato in uno striscione allestito per l’occasione”. Concludiamo riportando le riflessioni di una importante giurista, la dott. ssa Manuela Sacco, sul ruolo che il dibattito sulla legalità deve svolgere a scuola.” Legalità equivale a insegnare ai nostri studenti, ai nostri figli, a saper pensare e a ragionare, a saper scegliere ed orientarsi in maniera consapevole e, perché no, a scandalizzarsi di fronte ad un’ingiustizia ed a prendere una posizione autonoma e libera da condizionamenti. Torniamo dunque al nostro interrogativo: perché educare i bambini e i ragazzi di oggi alla legalità?Prima di ogni cosa per sviluppare in loro il senso di cittadinanza inteso come cittadinanza attiva e consapevole, il senso di giustizia e il rispetto per le leggi. Solo in questo modo essi acquisiranno una coscienza civile e sociale di se stessi imparando a crescere ed a rapportarsi quotidianamente e con serenità nei confronti delle Istituzioni, sviluppando anche un sano senso critico.Legale significa conforme alla legge, ma legalità è qualcosa di più profondo perché ci permette di capire quali sono i nostri diritti e i nostri doveri e quali gli strumenti per farli rispettare.Legalità è un sentimento culturale che tutti noi dovremmo “sentire”.“Sentire” la legalità significa comprendere il valore della giustizia intesa come qualcosa di assolutamente concreto, che deve permeare il nostro vivere.”. Queste riflessioni spiegano in modo chiaro e concreto quanto siano ampi gli orizzonti del progetto promosso dalla dott. ssa Rosa Stornaiuolo e dai docenti dell’Istituto.