Home Politica Economia e Lavoro FIAT Pomigliano, far lavorare di più senza pagare lo straordinario: presse in...

FIAT Pomigliano, far lavorare di più senza pagare lo straordinario: presse in rivolta. Ieri sciopero massiccio. La Fiom è leader

2935
0
CONDIVIDI

A causa di un picco nelle vendite della Panda, FCA l’altro giorno ha annunciato ai sindacati di voler aumentare produzioni e turni nella Fiat di Pomigliano. Senza pagare lo straordinario, però. Il lavoro in più sarà pagato in regime ordinario. E’ tutto previsto dal contratto firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl, nel 2010. Ma gli operai del reparto presse (400 addetti) non accettano questa disposizione dell’azienda piemontese. << Qui già ci ammazziamo di lavoro per un salario basso: se vogliono che lavoriamo di più ci devono pagare di più >>, hanno esclamato ieri tra i macchinari dello stabilimento, dove in mattinata sono scesi in sciopero. Per tre ore quasi, tra le 7 e le 10. All’astensione hanno aderito le tute blu del primo turno-presse, circa 200. Il reparto, strategico perché fornisce i componenti per il montaggio delle vetture (anche per i furgoni Ducato che si realizzano nell’impianto abruzzese di Val di Sangro), ha fermato le produzioni. Ma la catena di montaggio non si è fermata per cui in tutto il resto della fabbrica il lavoro è andato avanti regolarmente. Comunque l’episodio di ieri è stato un evento di non poco conto sia sotto il profilo sindacale che produttivo. Uno sciopero di questa portata, e in un settore così importante dello stabilimento, non si era infatti visto a Pomigliano dai tempi dell’accordo Panda, sottoscritto da Fim e Uilm nel giugno 2010. Accordo che portò alla firma del primo e per il momento ancora unico contratto specifico aziendale di una grande industria italiana, uno strumento in grado di arginare quello dello sciopero. A ogni modo l’astensione di ieri ha avuto inizialmente un carattere spontaneo. Ma in poco tempo è stato fatto proprio dai delegati della Fiom, che hanno garantito per tutti lo sciopero sotto il profilo legale. Sciopero che nella Fiat i metalmeccanici della Cgil possono attuare in tempo reale per il fatto che nel 2010 si rifiutarono di firmare il contratto specifico aziendale, strumento che prevede sanzioni ai sindacati firmatari, filtri temporali e paletti nel caso di un’improvvisa conflittualità in fabbrica. L’azione di ieri è stata quindi completamente gestita dalla Fiom, che in un comunicato ha sostanzialmente “rimproverato” ai sindacati firmatari << di aver costretto, con la firma del contratto aziendale, i lavoratori di Pomigliano, dove peraltro c’è da anni tanta cassa integrazione, a stare in una condizione di sfruttamento progressivo senza nessuna possibilità di contrastare FCA attraverso l’unico strumento più efficace: lo sciopero, che invece solo la Fiom può garantire tutelando così operai e impiegati >>. Fatto sta che dal prossimo 4 marzo, lunedi, partirà la nuova organizzazione delle produzioni a Pomigliano, che porterà all’aumento dei turni sulla catena di montaggio e in altri reparti, compreso quello degli impiegati, dagli attuali 10 a 12 (qui si lavorerà anche di sabato in regime ordinario, fino alle 22). Più complicata è la situazione nelle presse, dove già si lavorava praticamente a ciclo continuo, h 24, tutti i giorni. Con un vantaggio, però, rispetto alle nuove condizioni imposte per contratto. Qui il sabato notte, cioè nel diciottesimo turno, e la domenica notte, vale a dire nel ventunesimo, gli operai potevano recarsi al lavoro in via del tutto facoltativa e volontaria ed essere pagati in regime di straordinario. Dal 4 marzo però ciò non sarà più possibile: i maggiori sacrifici saranno obbligatori e pagati in regime ordinario. Nel frattempo la Fiom prevede che << quello di ieri sia stato solo l’inizio di una battaglia che si farà più aspra nei prossimi giorni >>. Le reazioni. l’azienda, da Torino, non intende per il momento commentare quanto accaduto ieri a Pomigliano. Ma Biagio Trapani, segretario generale della Fim Cisl di Napoli, ci va giù duro.<< La turnistica prevista a Pomigliano – spiega – è prevista anche in tanti altri contratti e in tante aziende italiane anche grazie alla Fiom e alla Cgil. Fermarla significherebbe fermare il mondo. E quello di FCA è un contratto che, è bene ricordare, ha letteralmente salvato la fabbrica nel 2010 da morte sicura. Mi chiedo se l’obiettivo della Fiom sia di chiudere Pomigliano >>.