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E’ l’impianto più efficiente e meglio organizzato dell’azienda guidata da Sergio Marchionne. Ma resta il problema occupazionale.         

Lo stabilimento FCA di Pomigliano si conferma migliore stabilimento del gruppo. La notizia scaturisce dall’esito dell’ispezione di tre giorni effettuata nell’impianto dal guru del Wcm, il professore giapponese Hajime Yamashina. Secondo gli standard dell’organizzazione del lavoro World Class Manufacturing l’impianto napoletano è passato dai 76 punti dello scorso anno agli attuali 78 punti. “Un risultato importante – commenta Raffaele Apetino, della Fim Cisl – ottenuto grazie ai continui investimenti in sviluppo di processo e organizzazione del lavoro. Ma è anche un risultato – puntualizza Apetino – raggiunto con una forte incidenza e spirito di abnegazione dei lavoratori e della Fim, assieme alle altre organizzazioni sindacali.
Ora – auspica il sindacalista – bisogna mettere la ciliegina sulla torta con l’assegnazione di nuovi modelli, magari Alfa Romeo, per dare a Pomigliano e all’indotto la completa saturazione industriale ed occupazionale”.
Restano infatti i problemi legati all’attività monoprodotto, che risulta insufficiente sul fronte della piena aspettativa occupazionale e salariale.
Sono ancora molti i lavoratori  di Pomigliano e dell’indotto che devono vedersela con la cassa integrazione. Mentre le produzioni Panda sembrano stabilizzarsi attorno alla cifra delle 130mila vetture all’anno, un dato che da solo spiega l’impossibilità di dare lavoro tutti i giorni a circa 4500 dipendenti.

(Fonte foto: rete internet)