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Mia Martini in uno splendido scatto inedito del 1976 del Maestro Luciano Tallarini

Parte oggi Frazioni musicali, la nuova rubrica de Il mediano.it diretta dal prof. Ciro Castaldo. Docente di Matematica e Fisica al Liceo Statale Cristoforo Colombo di Marigliano (Na), convinto promotore di una didattica alternativa fondata sulla relazione e sul modello costruttivista dei saperi, da anni coltiva la sua passione per la musica d’autore e per quegli artisti che con le loro scelte e la loro musica hanno dato una scossa al mondo discografico e al contempo al costume del nostro Paese. Supportato dai suoi allievi è sostenitore della Giornata dell’arte e della creatività studentesca e responsabile del progetto Coro & Colombo Big Band. È direttore artistico del Mia Martini Festival (giunto alla sesta edizione), presidente dell’associazione no profit per Mia Martini Universo di Mimì e biografo dell’artista. Per le Edizioni Melagrana ha pubblicato Tante facce nella memoria e Martini Cocktail e dirige la collana I grandi della musica.

Il primo articolo della nascente rubrica è dedicato proprio al mito della sirena della Costa viola, l’intramontabile Mia Martini, alla messa in onda di un Docufilm a lei dedicato e alla pubblicazione di un brano inedito del 1991.  

Fammi sentire bella, canzone inedita di Mia Martini, è rimasta nel cassetto per ben ventinove anni. Finalmente vede la luce grazie alla Sugar Music e a una meritata e giusta collocazione nel Docufilm diretto da Giorgio Verdelli – cui dà il titolo – che andrà in onda giovedì 27 febbraio alle 21.20 su Rai Tre.

Di canzoni che raccontano una storia è pieno il panorama musicale di ogni tempo e di ogni luogo. La peculiarità di questo brano è la storia che porta con sé: una storia che si dipana in un tempo dalle dimensioni – per così dire – mitiche e nella molteplicità degli eventi e dei luoghi attraverso i quali la canzone è giunta fino a noi. Se, a prodotto finito, infatti, bastano quattro minuti d’ascolto per apprezzare o meno una creazione, quello che è costato, in termini di fatica e sudore per arrivare alla sua realizzazione, lo sanno solamente in pochi. In tal senso, risulta che la gestazione di Fammi sentire bella sia una tra le più lunghe e laboriose mai riscontrate nella storia della musica leggera italiana.

A inizio anni novanta Mia Martini ha soggiornato varie volte e a lungo nella bellissima villa della Cingallegra sulla collina di Settignano da cui si gode un’incantevole vista della splendida Firenze. Mimì era giunta a casa del Maestro Giancarlo Bigazzi per preparare l’album che avrebbe presentato in occasione del XLII Festival della canzone italiana di Sanremo. Del team Bigazzi, oltre alle bellissime Versilia, Lacrime (che ha dato il titolo allo splendido disco) e Gli uomini non cambiano, nel 33 giri sarebbe dovuta confluire anche Fammi sentire bella.

Mimì, tra le altre cose, fece ascoltare a Giancarlo un nastro con inciso un giro di accordi, più che altro un’idea su cui sviluppare una canzone”, racconta la signora Gianna Albini Bigazzi, moglie del Maestro. “La composizione di Angelo Valsiglio entusiasmò solo per la parte iniziale mio marito che dopo vari tentativi creò il resto. La proverbiale interpretazione di Mia Martini suggellò il tutto”.

… È tardi e dopo svariate ore di lavoro ininterrotto, di smontaggio, rimontaggio e registrazioni piano e voce, nel fumoso salone non si riesce a trovare il titolo…

“Non è possibile, è la quarta volta che vi chiamo e che riscaldo la cena… prendetevi una pausa o di questo passo farete l’alba” irrompe Gianna. Suo marito, spazientito, le fa notare che manca la cosa più importante per quadrare il cerchio e Gianna, come spesso accade nella risoluzione di un problema scientifico, da agente esterno alla vicenda esordisce: “Scusate, ma il titolo è già nel testo… è Fammi sentire bella. Adesso venite in cucina che è pronto!”. Dopo un classico rimbrotto del Maestro che però esegue un’immediata verifica e l’entusiasmo di bambina di Mimì, i tre si guardano sornioni e i due artisti, finalmente soddisfatti, non possono far altro che darle ragione.

Angelo Valsiglio, informato telefonicamente da Mia Martini, pur esprimendo soddisfazione per la soluzione trovata, impone la partecipazione del brano al Festival di Sanremo, pena la sua esclusione dall’album Lacrime. Mimì da artista caparbia e libertaria, con la franchezza che da sempre la caratterizza, sostiene molto piccata che non accetterà mai un tale ricatto e che a Sanremo gareggerà con Gli uomini non cambiano. Da quel giorno la registrazione con la versione definitiva rimane nel cassetto. Molti anni dopo la scomparsa di Mia Martini, la signora Caterina Caselli, tramite Gianna Bigazzi, ha la possibilità di ascoltare il brano; ne resta affascinata, decide di acquistarne i diritti e lo fa rivestire con una nuova orchestrazione diretta abilmente dal Maestro Marco Falagiani, con l’obiettivo di destinarlo a colonna sonora di un film importante.

Dopo queste e altre vicissitudini, Fammi sentire bella diventerà finalmente il titolo e il leitmotiv di un docufilm di pregevole e sapiente fattura, che vuole raccontare alle vecchie e soprattutto alle nuove generazioni il percorso artistico e umano della più grande interprete d’autore di tutti i tempi.

Non ci resta  che ringraziare la caparbietà delle signore Bigazzi e Caselli e ascoltare la meravigliosa e coinvolgente voce di Mia Martini che, rivolgendosi al suo amore, canta: “quando non ci sei io sto con me, rimetto in ordine la biancheria, suona il telefono, riattaccano, speravo fossi tu che a cena non ritorni quasi mai… stasera quando tornerai fammi sentire bella, bella come il mare, come era fino a ieri il nostro amore… stasera quando tornerai fammi sentire stella, al centro del tuo cielo, della tua malinconia ed allegria”.