Ercolano, l’ipocrisia scorre lungo la strada provinciale

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rifiuti lungo la strada provinciale
Immondizia lasciata lungo la Strada Provinciale del vesuvio
Immondizia lasciata lungo la Strada Provinciale del vesuvio

Di come si fa finta che il problema non ci sia e di come si cancellano le brutture che ci circondano con un colpo di scopa e con un mal riposto ottimismo.

Come spesso è accaduto in passato, vedi i vari tentativi dell’ex assessore Acampora (vedi articolo 1; vedi articolo 2 che voleva arruolare scolaresche per andare a raccogliere profilattici sulla Provinciale del Vesuvio, ancora una volta nella città degli Scavi si cerca di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo.

Domenica scorsa, un nutrito gruppo di volontari sembra abbia affrontato l’immane compito di ripulire la strada provinciale che conduce al Gran Cono del Vesuvio. Per chi non lo sapesse, l’unico accesso carrabile al Cratere è questa strada, che da quota 800 in poi diventa comunale. Orbene, la via, contrariamente ad ogni principio del buon senso e della decenza è costellata di immondizia e, in particolar modo nel primo tratto, da tutto quello che lasciano le insaziabili coppiette vesuviane, ormai divenute anch’esse un fenomeno turistico.

La scorsa domenica, con tanto di strombazzamento mediatico e benedizione del nuovo sindaco, un manipolo di volontari, tra i quali quelli di Radio Siani, quelli di un redivivo Forum dei Giovani e la super sponsorizzata Vesuvio Express, hanno ingaggiato l’impari lotta tra l’uomo e la monnezza che egli stesso produce. Ben fatto! Ci verrebbe da dire, in sé la cosa non è sbagliata, ma come sopra accennato ci sa tanto di stantio. In passato partecipammo a manifestazioni dal simile intento e ben più vaste e organizzate come ad esempio “Let’s do it Vesuvius”, ogni anno non può poi mancare il “Puliamo il mondo” di Legambiente, ma purtroppo queste lasciano il tempo che trovano, lasciano solo la bandierina per qualcuno che deve dimostrare di aver fatto qualcosa sul territorio e metterlo a curriculum, nient’altro; perché dopo, il rifiuto, si accumula di nuovo e ancor più copioso.

E in effetti, incuriositi dall’evento, abbiamo voluto vederne il risultato e lunedì ci siamo recati sulla strada provinciale. Bene, all’apparenza il lavoro è stato fatto ma praticamente solo là dove stanziano le statue di Creator Vesevo, oltre no. E in verità abbiamo trovato, e fotografato, rifiuto vecchio e nuovo anche in prossimità della cosiddetta Siesta, là dove parte la Strada Provinciale.

Non parliamo poi di via Vesuvio, l’asse principale che porta i turisti dal casello di Torre del Greco fino alla Provinciale; è una discarica senza mezzi termini e le foto ancora lo dimostrano.

Qual è lo scopo di quest’articolo? Non certo quello di svilire il lavoro altrui, del resto sappiamo bene che significa raccattare rifiuti, spesso di natura assai pericolosa e senz’altro nauseabonda, ma neanche è giusta l’accettazione di farsi infinocchiare da finti slogan e da azioni risolutive che mai lo saranno. Ed è questo lo scopo dell’azione di ogni giornalista degno di questo nome, non certo quello di fare in maniera più o meno occulta da agenzia stampa per il politico di turno.

Per risolvere il problema di quella strada ci vuole ben altro che una sporadica pulizia o la chiusura con i massi di lava delle rientranze dove notoriamente le coppiette s’appartano. Ci deve essere la consapevolezza che quella parte di territorio è casa nostra, non lo sversatoio delle nostre vergogne. Quei massi, come già dimostrammo in passato, non fermeranno di certo chi ha deciso di vivere là la propria “intimità”, e in effetti tracce fresche di questa decisione erano già riscontrabili all’indomani dell’azione dei volontari. L’occlusione di quegli spazi renderà solo più difficile il passaggio, a tratti angusto, dei numerosi bus che di lì passano e ammirano l’indecente spettacolo della nostra ipocrisia.

Una soluzione? Utilizzare i soldi del ticket imposto ai turisti che parcheggiano le auto da quota 800 a Quota 1000 e investirli ad esempio nella pulizia costante della strada o incentivando i turni notturni delle Forze dell’Ordine, per dissuadere chi va lì in camporella o finanziare tutte quelle iniziative utili ad evitare che si vada scaricare o imbrattare e deturpare quel luogo tanto prezioso.

Immagino già i sorrisini di chi penserà di fare la buocostume sulla strada vesuviana\, ma sapete qual è il fatto? È che, quello che per noi è normale non lo è per chi ci viene a visitare; da noi, a vedere il Vesuvio e le sue ricchezze, vengono sì, ma poi non ci tornano più! E non pensiate che sia tutto “motto pittouresco” è schifo! Solo quello e niente più!

vedi articolo 3 

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