Elezioni comunali, Cannavacciuolo: “Ad Acerra situazione sconfortante”

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Alessandro Cannavacciuolo_
Alessandro Cannavacciuolo_

Inquietanti testimonianze raccolte tra le strade della città alla vigilia del voto. E da una foto che sta girando nel web spunta un documento molto strano    

 

E’ una vigilia del voto molto chiacchierata quella di Acerra. Nella città dell’inceneritore serpeggiano con sempre maggiore insistenza i sospetti di infiltrazioni della camorra, di candidature condizionate da prepotenze, di ricatti e voto di scambio. Anche di voto comprato. Attraverso messaggi giunti al telefono e le testimonianze raccolte per strada emergono i timori di un possibile voto malato. “Mi hanno detto che se voglio 50 euro per il mio voto gli devo consegnare le fotocopie della mia carta d’identità e della tessera elettorale”, confessa un ragazzo in una registrazione catturata per strada. Ma il prezzo di un voto potrebbe anche salire di parecchio in quel di Acerra. “Mi hanno promesso 150 euro solo per una preferenza”, dice un altro giovane in una conversazione, anche questa puntualmente registrata. “Ad Acerra ci sono candidati disposti a tutto oggi come oggi, anche a spendere cifre stellari per un solo voto”, racconta Alessandro Cannavacciuolo, il leader ambientalista del territorio che non ha voluto partecipare alla competizione elettorale di domenica prossima.

“Non mi sono candidato – spiega Cannavacciuolo – perché non ho condiviso certe scelte politiche, tutto qui”. C’è una foto che gira nel web, probabilmente scattata all’insaputa di chi è stato immortalato dall’occhio indiscreto di un telefonino mentre regge un foglio. Il foglio contiene i nomi di una serie di persone, le sezioni elettorali corrispondenti e i numeri di cellulare. Il documento, secondo quanto finora trapelato, è quello di un procacciatore di voti. Ne starebbero girando parecchie di figure del genere ad Acerra. Intanto la foto in questione è divenuta molto popolare nel web. Ha suscitato quasi esclusivamente reazioni indignate. “Stanno offrendo di tutto, anche sconti sulle polizze assicurative”, riferisce un altro elettore, che, come gli altri testimoni delle malversazioni, vuole conservare l’anonimato. “Ho notato – racconta ancora Cannavacciuolo – la presenza nelle liste di diversi candidati che sono strettamente imparentati con noti camorristi. Si tratta di figli, nipoti e parenti di boss della camorra. Questa volta non hanno avuto nessun pudore: hanno annunciato le loro candidature sui social. Evidentemente si sentono sicuri di loro, non hanno nessun timore”. L’ambientalista parla anche di candidati minacciati. “A qualcuno che era candidato in una lista è stata imposta la candidatura in un’altra lista – aggiunge il giovane ecologista, 34 anni – un cambio di casacca grazie a ricatti ignobili. “Se non ti candidi qui non lavorerai più con noi”: è la minaccia più utilizzata per imporre il salto della quaglia nelle altre liste”.  Certo, si tratta di racconti tutti da verificare. Non si sa se siano state sporte denunce in merito. Ma sono testimonianze molto dettagliate quelle finora pervenute. Difficile ipotizzare che siano state inventate di sana pianta. Chi ha parlato lo ha fatto pensando che si trattasse di una “chiacchierata” tra amici fidati. E poi c’è quel foglio con i nomi dei “pacchetti” di elettori immortalato da una foto che non è stata subito pubblicata nel web. E’ finita prima in buone mani, è stata analizzata e solo dopo è girata tra i vari social. “E’ assurdo: gli elettori – conclude l’ambientalista  – devono consegnare ai procacciatori di voti le fotocopie dei loro documenti d’identità prima di andare a votare in cambio di qualcosa: è un controllo spietato, persona per persona”.