Dolore e momenti di riflessione tra docenti e studenti della Federico II per la morte di Diana Biondi

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Somma Vesuviana. La notizia della morte di Diana Biondi, la giovane studentessa ritrovata ieri senza vita, ha sconvolto l’intera comunità cittadina. Altrettanto turbata dalla scomparsa di Diana la comunità universitaria della Federico II, in particolare gli studenti della facoltà di Lettere Moderne che condividevano lo stesso percorso di studi con la ragazza. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Diana avrebbe deciso di compiere il gesto estremo di togliersi la vita a causa di problemi universitari.  Si tratterebbe, dunque, di un altro suicidio legato a fallimenti nella carriera universitaria. In tanti hanno voluto esprimere sui social un pensiero, uno spunto di riflessione in merito all’accaduto o un semplice messaggio di vicinanza alla famiglia della ragazza.

La giovane avrebbe detto ai genitori che la sua laurea era prevista per la prossima settimana. Ma, come purtroppo si è verificato in vari casi di cronaca simili, non era vero. La studentessa aveva ancora un esame da fare: lo scoglio da superare era latino. Forse è stata troppo forte la pressione, il senso di fallimento per il traguardo accademico non ancora raggiunto all’ età di quasi 27 anni, mentre sui social spopolano le notizie di ragazzi laureati in tempi da record. Fatto che aumenta il malessere e la sofferenza di chi è più fragile e arriva a sentirsi sbagliato se non rientra in una media alta con i propri voti o se legge la scritta “fuoricorso” nel momento in cui supera i tempi prestabiliti dagli atenei per conseguire la laurea senza pagare tasse aggiuntive. Un’etichetta che per molti studenti è sinonimo di fallimento, delusione delle aspettative proprie e delle persone care. Tanti ragazzi, tramite i social, hanno voluto condividere la propria esperienza, la necessità di un cambiamento radicale nel sistema universitario affinché nessuno studente debba sentirsi più solo e affinché si dia una svolta “alla narrazione del merito, della competizione a tutti costi”, la quale ha costruito “diseguaglianze e dolore”, come ha scritto su Facebook Chiara Gribaudo, educatrice e deputata del Pd.

Oggi si è tenuto un momento di riflessione a Porta di Massa organizzato dal sindacato degli studenti che ha riportato in un comunicato: “In questi momenti così tragici ci sentiamo di invitare la comunità studentesca tutta a partecipare. Non perché abbiamo risposte, o qualcosa da dire che possa bastare. Ma perché in primis come ragazzi e studenti sentiamo ci sia bisogno di stare uno accanto all’altro, come comunità studentesca che attraversa gli stessi spazi e le stesse esperienze, e che da momenti così tragici deve uscire più coesa e arrabbiata che mai, soprattutto se, come sembra, Diana è l’ennesima vittima di un sistema universitario solo fintamente meritocratico, che ci mette gli uni contro gli altri, in una competizione forsennata, con il costante ricatto dell’aumento delle tasse”. Inoltre, tanti docenti delle facoltà di Lettere Moderne e di Filologia Moderna hanno dedicato le ore di lezione di oggi a riflettere sulla storia di Diana e sulla possibilità di cambiamenti per evitare che simili tragedie si ripetano. Come riporta un post di uno studente sulla pagina Facebook Spotted Unina “parliamoci, guardiamoci, aiutiamoci”.