‘Disabilità, inclusione e sport’, a Pomigliano l’incontro dell’Associazione Mente e Coscienza

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Si è tenuto a Pomigliano D’Arco nella sala della Torre dell’Orologio, in occasione della giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità, un convegno su ‘Disabilità, inclusione e sport’. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Mente e Coscienza ONLUS, presieduta da Nicola Toscano con la vicepresidenza di Mario Buccigrossi. A moderare la sociologa e giornalista Tania Sabatino.
Lo sport come momento di aggregazione e strumento per mettersi alla prova, superando i propri limiti e quelli imposti dagli altri. Una partita con la vita e con la società da vincere facendo squadra, attraverso la costruzione di un processo di reale e concreta inclusione. Questi i presupposti del convegno su ‘Disabilità, inclusione e sport’ del 3 dicembre scorso. L’evento organizzato dall’Associazione Mente e Coscienza ONLUS, presieduta da Nicola Toscano, con la vicepresidenza di Mario Buccigrossi, è stato moderato dalla sociologa e giornalista, dott.ssa Tania Sabatino. Ogni persona intervenuta, da coloro che lavorano sul campo agli atleti paralimpici, senza dimenticare gli esponenti di movimenti e di associazioni in rete, ha portato e condiviso un pezzetto della propria vita e del proprio percorso umano e professionale, tipico di chi ogni giorno si impegna per vivere pienamente,con coraggio e senso di sfida e scende in campo per potenziare virtuosamente gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia.
Numerose le scuole coinvolte nel progetto: la Falcone-Catullo, la Matilde Serao e l’I.S.I.S Europa.
«L’associazione Mente e Coscienza ONLUS in questa giornata internazionale per la disabilità ha voluto dare la parola ai ragazzi e allo sport.» Ha ribadito il sindaco, il dott. Raffaele Russo, coadiuvato da due suoi assessori, alla cultura, dott.ssa Franca Trotta e alle politiche sociali Mattia De Cicco, l’impegno nei confronti dei cittadini con disabilità deve esplicitarsi in base all’ascolto dei loro bisogni ed attraverso un dialogo costante, fuori dalle logiche dell’assistenzialismo. «I ragazzi sono il nostro futuro e dobbiamo iniziare ad ascoltarli e ad educarli alla valorizzazione della differenza. Parola allo sport per mettere in evidenza ulteriormente quanto una persona con disabilità possa fare mettendo in campo tutte le proprie capacità e competenze. E’ importante ribadire come la persona con disabilità possa essere uguale agli altri: ha semplicemente bisogno di più tempo e di ausili adeguati per mettersi in relazione con gli altri e armonizzare con essi le proprie competenze.»
A indicare la volontà di proseguire nel solco delle buone pratiche, rappresentate da questo convegno, la notizia, da parte della dott. Gilda Panico, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali, della volontà di creare un tavolo, che raccordi vari stakeholder, per un focus permanente e concretamente in azione sulla disabilità. Ampio spazio finale alla fase esperienziale, quella dell’imparare facendo e sperimentando una condizione esistenziale, con i giochi fatti utilizzando sensi diversi dalla vista.
«Abbiamo fatto giocare i ragazzi bendati per far loro provare cosa si avverte nel vivere al buio. Abbiamo fatto ascoltare loro il suono dei rumori e abbiamo fatto vivere loro come il non vedente si orienta attraverso le fonti sonore. L’esperimento è stato gradito e ha portato buoni risultati. Speriamo di ripetere nel tempo questi eventi, arricchiti da esperimenti importanti e tangibili. Basta con la demagogie e con i fiumi di parole : occorrono esperimenti ed esempi validi, empirici e costruttivi alla portata di tutti. Serve l’esempio, l’esperienza quotidiana.»
L’esempio è venuto, forte, potente, motivante, anche dalla vita e dall’impegno degli sportivi paralimpici.
«Bisogna andare oltre, essere un passo avanti alla disabilità, non dietro – evidenzia Matilde Lauria, campionessa italiana di judo -. Tutto si può fare con i mezzi giusti. Il judo per me è una forma di aggregazione, mi dà molto equilibrio e molta forza, anche spirituale. Per quanto riguarda l’equitazione, poi, il mio istruttore Alfonso Beatrice è meraviglioso, perché lavora molto sulle mie percezioni e la mia sensibilità, all’insegna dell’armonia a cavallo: io sento sempre le sensazioni del cavallo, anche quelle con cui si muove».
A farle eco Francesco Iannelli, campione italiano di karate.
«Lo sport è vita ed è una strada attraverso la quale si diventa più grandi e più forti, sia che lo si pratichi a livello amatoriale sia che lo si faccia a livello agonistico, non solo perché rafforza il corpo, ma anche e soprattutto perché rende vivi, dando la possibilità di continuare a sognare e ad emozionarsi. Ci si cimenta ogni giorno con i propri limiti, li si vive, li si tocca, sono tangibili: non si resta nel pensiero e, attraverso il confronto con l’avversario e con altre vite, si riesce ad attraversarli ed a superarli».
Proprio per dare modo anche a chi ha una disabilità di vivere lo sport assieme agli altri a 360 gradi, Francesco ha creato l’associazione Abilmente abili.
«La mia – racconta – è un associazione dilettantistica sportiva che non vuole creare atleti o una squadra come obiettivo primario, ma essere veicolo di comprensione del fatto che il mondo è fatto da tutti quanti. Non possiamo pretendere che lo si sappia a priori, ma possiamo agire attraverso il processo educativo. Noi siamo le nostre abitudini, quello che facciamo ogni giorno: quindi è possibile e necessario agire per il meglio. Quando ho perso la gamba, a causa di un incidente, nel 2008, avevo bisogno di qualcosa con cui ricominciare a sperare, ma guardandomi intorno non ho trovato nulla. Non era ancora il tempo: era tutto, a partire dalle Paraolimpiadi, ancora in fase embrionale. Lì è nata in me l’idea dell’associazione ed io stesso ho trovato la forza di ripartire perché se era vero che avevo perso una parte di me, era altrettanto vero che mi era rimasto tutto il resto e dovevo impegnarmi per valorizzarlo pienamente».
 
Foto di Pasquale Toscano